Il WWF lancia uno studio sulla sostenibilità delle uova

Il WWF, con il sostegno delle associazioni di allevatori degli Stati Uniti, sta lanciando uno studio per capire meglio l’impatto ambientale di vari tipi di produzione di uova utilizzati in tutto il mondo.

Lo scorso 29 agosto, Chad Gregory Presidente e CEO di United Egg Producer parlando ad un briefing a Des Moines, nell’Iowa, ha dichiarato che lo studio potrebbe potenzialmente fornire una maggiore credibilità al fatto che la produzione di uova fuori gabbia non è la migliore opzione per l’ambiente.

Da quando nel 2015 McDonalds Corp. ha annunciato di voler vendere nei suoi ristoranti di Stati Uniti e Canada, solo uova prodotte fuori gabbia, tutto il mondo ha adottato la stessa politica. Secondo alcune stime del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, condivise durante il briefing, entro il 2025 saranno 229 aziende le alimentari e i negozi di generi alimentari che venderanno solo uova prodotte fuori gabbia, e saranno quindi necessari circa 223 milioni di galline per soddisfare questa domanda.

Gregory ha spiegato che lo studio sull’impatto ambientale esaminerà la produzione in gabbia, fuori gabbia e in gabbie arricchite in tutto il mondo. Nell’ambito della ricerca saranno considerati anche i livelli di sicurezza alimentare e di benessere degli animali di ogni sistema produttivo. Secondo Gregory lo studio metterà in evidenza che le gabbie arricchite rappresentano la scelta produttiva migliore, per un futuro con più persone e meno risorse.

Da quando è nato questo movimento a favore della produzione di uova fuori gabbia, alcuni produttori di uova hanno cominciato a sostenere che la produzione in gabbia è meno efficiente e meno sostenibile rispetto a quella in gabbie arricchite. Anche la relazione della Coalition for Sustainable Egg Supply del 2015 si conclude con una simile considerazione, ma la stessa relazione non esclude che negli USA le gabbie arricchite possano diventare rapidamente uno standard industriale.

La speranza, ha affermato Gregory, è che la posizione e la credibilità internazionale del WWF; in quanto terza parte, saranno in grado di fornire ai produttori di uova il sostegno necessario per discutere più obiettivamente quale tipologia di produzione adottare. Se la conclusione corrisponde alla previsione, i risultati potrebbero supportare e confermare, a consumatori e retailer, i meriti delle uova prodotte in gabbia.

Inoltre, lo studio potrebbe preservare il mercato delle uova prodotte convenzionalmente e impedire un futuro di produzione esclusivamente fuori gabbia. Le organizzazioni forti e indipendenti hanno un forte grado di credibilità nei confronti dei consumatori ed è possibile che il coinvolgimento del WWF possa essere più convincente rispetto alla sola voce dell’industria delle uova.

Gregory ha sottolineato che è già stato formato il gruppo di lavoro che si occuperà della ricerca, a cui partecipano numerosi nomi importanti provenienti dai settori delle uova, dell’agricoltura e del benessere degli animali. Lo studio costerà circa 182.000 dollari. La maggior parte dei finanziamenti è a carico dall’American Egg Board e una parte dell’U.S. Poultry & Egg Association e altri rappresentanti dell’industria delle uova. Al momento non è stato coperto tutto il finanziamento necessario, ma secondo Gregory i fondi mancanti verranno presto trovati.

Fonte WattAgNet