Il ventriglio… questo sconosciuto

Nel settore avicolo le cose stanno cambiando, soprattutto quando vengono affrontate alcune questioni, tra cui la salute intestinale. In questo contesto, lo stomaco è un organo che in genere non ottiene l’attenzione che merita, sebbene negli ultimi decenni sia aumentata l’attenzione. Ma come è possibile di affrontare la salute dello stomaco in un futuro senza antibiotici? Forse il ventriglio potrebbe aiutarci.

Nel corso dell’International Production & Processing Expo, il dottor Kip Karges, Direttore del servizio tecnico e di ricerca della Divisione mangimi di H.J. Baker & Bro. Inc., ha detto che potrebbe essere utile modificare leggermente il pH dell’intestino, per renderlo più rispettoso delle colture microbiche.

In generale, se il ventriglio funziona come dovrebbe, è più facile migliorare la salute dell’intestino. Secondo Karges bisogna mettere lo stomaco più in primo piano, anche se fino ad ora non ce n’è stato bisogno perché c’erano gli antibiotici.

Secondo Benjamin Ruiz capo redattore di Industria Avicola, si tratterebbe quindi di una questione legata alla dimensione delle particelle dei mangimi. Potrebbe essere sufficiente ridurre la loro dimensione per una digestione più veloce. Ma per quanto riguarda il tempo di ritenzione nell’intestino? Massimizzando il passaggio, è necessario massimizzare la digestione dell’amido. Ma il problema potrebbe diventare la “pre-digestione” dell’amido. Secondo Karges potrebbe essere più o meno questa la funzione del ventriglio. Il ventrilgio, essendo un muscolo molto forte, “rompe gli alimenti”.

Al giorno d’oggi esistono molti modi per ridurre le dimensioni delle particelle di mangime e non sovraccaricare il ventriglio. Ma, se ci sarà necessità di modificare il pH e l’attività microbica dell’intestino, potrebbe esserci bisogno di una granulometria maggiore. Di fatto questa necessità è tipica delle prime due settimane di vita. Migliorare la funzionalità nell’intestino in quelle due settimane, crea buone condizioni per tutto il resto della vita del broiler.

Fonte WattAgNet