Il Sudafrica protegge il suo settore avicolo dalle importazioni

Quando si parla di settore avicolo, il Sudafrica è uno dei paesi più protezionistici del mondo ed è diventato “un maestro” nell’utilizzare l’antidumping per proteggere il proprio mercato dai prodotti esteri.
Secondo Bizcommunity, lo ha affermato James Sumner, Presidente dell’International Poultry Council nel corso di un intervento al congresso biennale dell’Associazione brasiliana per la proteina animale (ABPA), che ha riunito rappresentanti dei settori avicolo e suinicolo, i governi e le associazioni industriali.

Sumner, che è anche capo dell’USA Poultry and Egg Export Council, ha contribuito a forzare il Sudafrica ad accettare la quota di 65.000 tonnellate di importazioni di pollo intero dagli Stati Uniti senza applicare tariffe, condizione senza la quale il paese africano non avrebbe più partecipato all’African Growth and Opportunity Act (Agoa).

Il Brasile ha fatto e vinto un ricorso presentato nel 2013 alla World Trade Organization contro le misure antidumping imposte sulle sue importazioni di pollo da parte del Sudafrica. Sumner ha precisato che Stati Uniti e Brasile, i due maggiori esportatori di pollo a livello mondiale che insieme producono il 62,4% delle esportazioni di pollo globali. hanno lavorato insiemeper affrontare le ingiuste restrizioni commerciali“.

Le associazioni di categoria del Sudafrica hanno giustificato la loro posizione nei confronti delle importazioni di polli dicendo che solo combattendo azioni di dumping è possibile proteggere l’industria locale dalla concorrenza sleale. La Commissione del commercio internazionale del Sudafrica sta ora pensando se aumentare la tariffa sulle importazioni di pollo dall’Europa, imposto nel dicembre 2016, del 13,9%.

Sumner ha detto ai delegati presenti all’incontro che il Sudafrica è ormai uno dei paesi più protezionistici del mondo. “Non vogliono la concorrenza da nessuna parte, sia dall’UE che dagli Stati Uniti. Sono diventati maestri nell’utilizzare l’antidumping come metodo per non importare prodotti dall’estero e proteggere la propria industria. Le politiche che hanno adottato sono in totale contrasto con le decisioni della WTO“.

La questione sudafricana era di grande preoccupazione per il governo degli Stati Uniti, ha spiegato Sumner e solo spingendo sull’Agoa è stato possibile risolvere il problema. “In realtà il paese non segue le linee guida della WTO, e il mondo in cui il governo pensa di proteggere l’industria locale si traduce in un disservizio nei confronti dei consumatori sudafricani. In Sudafrica, dove c’è sicuramente un grande problema di povertà, il pollame potrebbe essere molto più conveniente“.

Dopo Giappone, Hong Kong, Messico e Cina il Sudafrica è il quinto importatore di pollo mondiale, ed è il quarto consumatore di pollo pro capite al mondo, anche più di India e Cina. E’ inoltre il sesto mercato di esportazione per il Brasile e il nono per gli Stati Uniti.

Fonte The Poultry Site