Il sistema ispettivo sulla catena di produzione della carne del Brasile

La Commisione europea ha pubblicato il report relativo all’ispezione effettuata in Brasile lo scorso maggio per valutare le attività di controllo sulla carne e i prodotti derivati di manzo, cavallo e pollo destinati all’esportazione verso l’Unione europea. Ulteriore obiettivo era verificare le procedure di certificazione e le misure messe in atto dalle autorità brasiliane in risposta alle notifiche della Rasf e alle recenti indagini che hanno interessato il settore della carne del Brasile, in particolare gli stabilimenti cui è consentito esportare verso la Ue. Dove necessario l’ispezione ha valutato anche le azioni di follow up intraprese dalle autorità brasiliane in risposta alle raccomandazioni presenti nel precedente rapporto della DG Sante.

Il sistema ufficiale di controllo della carne e dei prodotti derivati di manzo, cavallo e pollame, destinati ad essere esportati verso l’Ue fornisce le garanzie necessarie. Tuttavia le carenze individuate durante l’ispezione dimostrano che, per tutti i settori ad esclusione di quello della carne di manzo, il sistema non è completamente o efficacemente applicato, e questo compromette l’affidabilità delle certificazioni delle esportazioni.

In particolare le Autorità competenti centrali hanno messo in atto un sistema di ispezioni e supervisioni atto a verificare l’efficienza dei controlli ufficiali negli stabilimenti certificati per l’esportazione verso l’Unione europea. Tuttavia a causa delle carenze riscontrate nell’attuazione del sistema stesso, i controlli non sono efficienti nell’individuare e reprimere alcune significanti non conformità dei controlli a carattere locale. Le autorità competenti non sono riuscite ad assicurare che tutti i macelli di carne di pollo, certificati per l’esportazione verso la Ue, sono sotto supervisione dei veterinari ufficiali e/o che i compiti ufficiali siano stati applicati come richiesto dalle normative comunitarie.

Sebbene esistano procedure dettagliate per l’eliminazione dalle liste degli stabilimenti che non possono più esportare verso le Ue, l’attuazione del sistema non fornisce garanzie che la lista di stabilimenti approvati per l’esportazione, comunicata alla Commissione, sia stata redatta in modo accurato, e soprattutto sia aggiornata. In alcuni casi le misure in atto non assicurano che le azioni degli operatori ufficiali siano prive di conflitto di interesse.

Inoltre alcune autorità competenti che firmano certificati all’esportazione non sono autorizzati ad accertare la compatibilità di alcune dichiarazioni richieste. Ad esempio sono state firmate dichiarazioni relative alla carne di pollame nonostante l’assenza del veterinario ufficiale durante l’ispezione ante e post mortem, così come richiesto dalla normativa della Ue, e alcuni prodotti a base di carne hanno ricevuto la certificazione nonostante la mancanza di procedure per garantire la provenienza delle materie prime.

Per quanto riguarda i follow up alle notifiche RASFF, il sistema è stato migliorato rispetto alle precedenti verifiche della DG SANTE, e ora l’autorità competente è in grado di reagire rapidamente. Tuttavia per le spedizioni rifiutate non sono previste procedure che garantiscano che le stesse non vengano successivamente rispedite all’Unione europea; inoltre per i prodotti dello stesso lotto interessati da una notifica RASFF, non esiste alcuna procedura per garantire che non possano essere esportati prima che vengano adottate misure appropriate per garantire che i rischi per la sicurezza alimentare siano stati controllati.

L’autorità centrale competente ha di fatto reagito rapidamente alle indagini svolte della polizia, sospendendo la produzione e la certificazione degli stabilimenti coinvolti, e impedendo l’esportazione di prodotti non conformi. Tuttavia, le loro azioni sono state limitate ai 21 impianti sotto inchiesta e al solo personale coinvolto: non sono invece state effettuate indagini su stabilimenti collegati (ad esempio appartenenti allo stesso operatore) o sul personale ufficiale investigativo che lavora in altre località.

Al momento della verifica della DG SANTE, l’autorità centrale competente non aveva considerato azioni a lungo termine per evitare che che situazioni simili si verificassero in futuro. È particolarmente preoccupante che la maggior parte delle carenze rilevate durante questa ispezione siano già state oggetto di raccomandazione nei precedenti audit. Le autorità competenti brasiliane avevano fornito per iscritto la garanzia che affronteranno le questioni in sospeso evidenziate nelle precedenti raccomandazioni. Tuttavia, i risultati di quest’ultima ispezione dimostrano che i precedenti impegni su alcuni requisiti chiave dell’UE non sono stati pienamente rispettati.

Fonte Commissione europea