Il sistema immunitario dei polli è “troppo lento” per battere il Campylobacter

Una nuova ricerca dell’Università di Liverpool rivela che la risposta immunitaria di polli d’allevamento non si sviluppa abbastanza velocemente per combattere il Campylobacter. I risultati hanno importanti implicazioni per lo sviluppo di un vaccino avicolo contro il Campylobacter, principale causa di intossicazione alimentare del Regno Unito.

Individuare un modo per controllare questa infezione è una priorità per tutto il settore avicolo che ha a cuore sia la salute pubblica che quella animale. Al momento non ci sono vaccini commerciali e il loro sviluppo è ostacolato dalla scarsa comprensione della immunobiologia dell’infezione.

Quello dell’Università di Liverpool è il primo studio di questo genere che si focalizza sull’immunità funzionale del pollo rispetto al Campylobacter jejuni. I ricercatori hanno dimostrato che la produzione di anticorpi ha un ruolo, seppur limitato, nel combattere questa infezione intestinale. Tuttavia, gli stessi anticorpi non riescono, nel corso delle 6 settimane di vita di un broiler commerciale, a distruggere il batterio.

Il professor Paul Wigley, dell’Istituto delle malattie infettive e salute pubblica dell’Università ha detto che “i risultati suggeriscono che nei broiler è improbabile che qualsiasi vaccino contro il Campylobacter, basandosi unicamente su una risposta anticorpale possa essere efficace”.

Durante lo studio i ricercatori hanno inibito chimicamente la produzione di cellule produttrici di anticorpi bianchi del sangue (linfociti B) nei pulcini dei broiler; a 3 settimane di età hanno introdotto il C.jejuni e, per le successive 9 settimane, hanno monitorato i livelli di batteri nell’intestino. E’ stato possibile scoprire che il calo degli anticorpi-associati ai livelli dei batteri è avvenuto dopo sette settimane. Questo suggerisce che la risposta immunitaria adattativa nell’intestino inizia a maturare solo a sei settimane di età.

Secondo il professor Wigley “è probabile che sia molto difficile produrre una risposta immunitaria protettiva nei broiler prima dell’età di macellazione. I vaccini che si concentrano su una risposta immunitaria cellulo-mediata, o che tendono ad accelerare la produzione di anticorpi, possono quindi offrire percorsi più promettenti per il controllo del Campylobacter, e risultare più adatti a ridurre la contaminazione nei prodotti finali”.

Il lavoro, pubblicato su nature.com, è stato svolto in collaborazione con le Università di Leicester, Newcastle e Swansea ed è stato finanziato dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council (BBSRC).

Fonte Poultry News