Il sistema di controllo della peste suina africana in Estonia

La Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea ha pubblicato gli esiti di un’ispezione effettuata lo scorso ottobre in Estonia per valutare l’attuazione dei controlli sulla salute animale relativamente alla febbre suina africana. L’obiettivo dell’ispezione era valutare se sono stati applicati i requisiti e le norme relative alla peste suina africana volti ad individuare precocemente la malattia mediante una sorveglianza attiva e passiva al fine di: prevenirne la diffusione nella popolazione di suini domestica presenti nell’area infetta e anche al di fuori della zona infetta attraverso le carni o i suini domestici vivi.

Per quanto riguarda i prodotti a base di carne suina l’efficacia dei controlli riguardava in particolare i movimenti degli animali e la tracciabilità dei prodotti.

Nel complesso, la relazione conclude che l’autorità competente dispone di strutture e organizzazioni adeguate a svolgere i controlli ufficiali in merito alla peste suina africana. E’ stata messa a disposizione una vasta gamma di procedure scritte, corsi di formazione, personale specializzato e campagne informative a favore di allevatori e cacciatori.

Una delle principali eccezioni è l’assenza di una base giuridica nazionale relativa ai requisiti di biosicurezza. Inoltre non sono stati effettuati controlli ufficiali nei terreni di caccia. Attualmente, esistono solo linee guida ma la legislazione in merito dovrebbe essere presto introdotta e sono in corso i colloqui tra il Servizio veterinario e il Comitato per l’ambiente per effettuare ispezioni congiunte.

In generale, il sistema nazionale per la registrazione, l’identificazione e il monitoraggio della movimentazione degli animali costituiscono una solida base per agevolare il rispetto dei requisiti legali per i controlli relativi alla peste suina africana. Tuttavia, non è obbligatorio notificare a un data base nazionale i movimenti dei maiali verso i macelli, il che diminuisce la quantità di informazioni presenti nel database di cui dispone l’Autorità competente.

Sia per i cinghiali che per i suini domestici viene attuata una combinazione tra sorveglianza passiva ed attiva. Il sistema di gestione dei casi sospetti di peste suina africana non viene attuato così come definito, e lo stesso sistema permette di presentare campioni diagnostici senza prevedere il coinvolgimento, o che che sia almeno informato, l’Ufficio veterinario locale che, pertanto, non può imporre restrizioni dei movimenti prima che i risultati siano disponibili.

In Estonia, tra settembre 2014 e settembre 2016, si è registrata una riduzione molto significativa del numero di aziende suinicole (-80%) che ha comportato una riduzione del numero totale di suini allevati (-30%).

Attualmente, alle aziende suinicole si richiede, su base legale, l’applicazione di una vasta gamma di regole relative alla biosicurezza biosicurezza. Su base mensile viene controllato il 93% delle 181 aziende suinicole del paese. Nell’attuale sistema ispettivo esistono diverse debolezze strutturali, ma il sistema stesso prevede un rafforzamento delle sue funzioni da inizio dell’anno grazie a un decreto pubblicato nell’ottobre 2016.

Fonte Commissione europea