Il settore suinicolo e gli additivi fitogenici per mangimi

Una nuova indagine realizzata da BIOMIN ha analizzato la posizione del settore suinicolo di tutto il mondo all’uso degli additivi per mangimi a base vegetale. Al sondaggio hanno partecipato oltre 1.000 professionisti del settore agroalimentare che hanno fornito il loro parere sull’uso di additivi fitogenici per mangimi (PFA) in occasione del “2017 BIOMIN Phytogenic Feed Additives Survey”. I risultati forniscono una serie di spunti interessanti sulle motivazioni che spingono all’utilizzo o meno dei PFA.

Tra gli intervistati professionisti nel settore della riproduzione (35%) e allevamenti per la crescita o finitura (18%) di 44 paesi; in termini professionali sono stati coinvolti allevatori/proprietari (33%), veterinari (23%), nutrizionisti (22%), responsabili di produzione (14%) e consulenti (8%).

Nel complesso, il 41% degli intervistati del settore suinicolo hanno indicato che attualmente usano i prodotti fitogenici, più o meno la stessa percentuale di quelli del settore avicolo. Gli integratori di sali minerali sono applicati a circa il 5% del tonnellaggio mondiale dei mandimi destinati al settore zootecnico.

Il miglioramento della digeribilità è la ragione principale che spinge ad utilizzare additivi fitogenici. L’enfasi sulla digeribilità è coerente con la finalità dei PFA, anche se questi tipi di prodotti offrono anche altri vantaggi. Una migliorata digeribilità significa un uso più completo dei mangimi e quindi una migliore efficienza di alimentazione e minori emissioni ambientali.

Posizioni differenti compaiono in base all’area geografica degli intervistati. Quelli dell’emisfero occidentale indicano gli effetti antimicrobici come la motivazione principale per utilizzare i PFA. Questi prodotti, infatti, hanno una serie di proprietà biologiche: origano e timo, e i loro principali composti attivi come carvacrolo e timolo, hanno riconosciuti effetti antimicrobici.

Una buona performance di crescita è il terzo motivo che spinge all’utilizzo di prodotti fitogenici, mentre gli effetti anti-infiammatori si classificano al settimo posto. Questi due risultati sono stati spiegati dal Professor Theo Niewold, della KU Leuven che ha dimostrato che i fattori di crescita sono per natura efficaci antinfiammatori. Gli estratti vegetali e gli oli essenziali come aglio e rosmarino sono noti per i loro effetti anti-infiammatori.

I risultati dell’indagine hanno permesso di evidenziare una serie di motivi alla base del non utilizzo dei PFA. Oltre un terzo degli intervistati non aveva mai adottato questo tipo di prodotti in particolare a causa dell’incertezza relativa al prodotto da scegliere. Questo suggerisce fortemente che è necessario una maggiore comunicazione da parte dei produttori di PFA.

Un intervistato su cinque ha detto di aver interrotto l’uso dei PFA, in particolare a causa dei costi aggiuntivi. Un ulteriore motivo del mancato utilizzo dei fitogenici è la mancanza di risultati scientifici. Questioni come la consapevolezza o l’accesso a questo genere di prodotti non svolgono un ruolo significativo nella decisione di utilizzare o meno i fitogenici nel settore dei suini.

Fonte WattAgNet