Il settore francese del foie gras resta nell’incertezza

L’Associazione interprofessionale francese del foie gras ha redatto una valutazione economica del 2016, anno caratterizzato dai numerosi casi di influenza aviaria che hanno colpito il settore.

Dopo quattro mesi (dal 18 gennaio al 16 maggio) di arresto totale del settore produttivo di 18 départements del sud ovest della Francia, nel corso del 2016 l’accasamento nazionale degli anatroccoli è diminuito del 23% rispetto al 2015 (-10,4 milioni di capi).  La produzione di fegato d’oca è diminuita del 53% (-238 t) e quella di fegato d’anatra del 27,5% (-5.162 t).

Nelle zone dell’Aquitania e del Midi-Pirenei la produzione è diminuita rispettivamente del 38% (-3.578 tonnellate) e del 29% (-1.115 tonnellate). Il calo produttivo ha tuttavia interessato anche regioni risparmiate dall’influenza aviaria. A causa delle nuove norme di biosicurezza adottate, le regioni Pays de Loire e Bretagna hanno subito un calo produttivo rispettivamente dell’8,3% (-267 t) e del 5,3% (-24 t). Di conseguenza, il peso totale delle anatre da ingrasso è diminuito del 26% (-9.811 tonnellate).

Tuttavia, l’impatto sul mercato francese non è stato così violento. Si è assistito “solo” ad una diminuzione  del 10,4% in termini di volume (7.673 t acquistate dalle famiglie) ed è rimasto quasi inalterato in termini di valore (-1%). Questi dati confermano quindi l’attenzione dei consumatori francesi verso questo prodotto tipico.

I trasformatori di foie gras hanno salvato la stagione utilizzando più materie prime importate (+ 17%, 647 t) e riorientando le perdite dovute alle restrizioni esportative (-12% di prodotto preparato e -28% di prodotto grezzo). Nonostante tutto, il saldo commerciale continua a restare positivo in termini di valore (23 milioni di euro), mostrando tuttavia un calo in termini di volume (meno 393 t).

Fonte Réussire Aviculture