Il Rapporto sui controlli ufficiali nel settore dell’alimentazione animale

Il Ministero della salute ha reso pubblici i risultati dei controlli ufficiali effettuati nell’anno 2015 sulla filiera dei mangimi previsti dal Piano Nazionale Alimentazione Animale (PNAA) nel triennio 2015-2017.

I controlli, programmati e coordinati su tutto il territorio nazionale dal Ministero della Salute, sono eseguiti dai Servizi Veterinari delle AA.SS.LL. sotto la supervisione dei Servizi Veterinari Regionali. La stessa attività di controllo sui mangimi importati da paesi terzi o in arriva dai Paesi dell’Unione è effettuata rispettivamente dai Posti di Ispezione Frontaliera (PIF) e dagli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC).

Nell’anno 2015, in tutto il territorio nazionale, sono state portate a termine 23.481 ispezioni presso gli operatori del settore dei mangimi (OSM) e sono stati prelevati 10.822 campioni ufficiali di mangimi, a fronte di 10.794 programmati. Sono state oggetto di campionamento tutte le fasi di produzione, utilizzo, distribuzione e trasporto.

L’attività di ispezione presso gli operatori del settore dei mangimi per la verifica della rispondenza alla normativa vigente, ha impegnato i Servizi Veterinari in una grande attività di controllo, finalizzata ad assicurare la tutela della salute animale, umana e dell’ambiente. Questa è svolta secondo le frequenze minime indicate dal PNAA e modulata in base alla categorizzazione del rischio degli stabilimenti effettuata a livello locale dai singoli Servizi Veterinari.

Confrontando i dati con gli anni precedenti si nota che il numero totale di ispezioni nel 2015 risulta inferiore rispetto all’anno precedente. Vi è inoltre stato un lieve decremento del numero di sanzioni comminate (17) con una percentuale del 7,5% rispetto alle N.C. rilevate (anno 2014: 9,1%) mentre restano numericamente invariate le denunce all’Autorità Giudiziaria, con una percentuale dello 0.5% (anno 2014: 0,6%).

Confrontando i dati del 2015 con quelli del 2014 si deduce però, contrariamente al numero delle ispezioni, un aumento (+16) del numero totale di non conformità rilevate in corso di visite ispettive presso gli OSM, pari allo 4,9% sul totale delle ispezioni effettuate. Nel 7,5 % dei casi di riscontro di non conformità sono state comminate sanzioni amministrative per un totale di 89 sanzioni. Per i casi più rilevanti, rappresentati dallo 0.5% sul totale delle non conformità rilevate, sono state effettuate n.7 denunce all’Autorità Giudiziaria.

Nell’attività di campionamento prevista dal PNAA 2015, sono stati prelevati 10.822 campioni ufficiali di mangimi, a fronte di 10.794 programmati. Sebbene l’attività programmata sia stata, nel complesso, svolta interamente arrivando ad una percentuale di realizzazione del 100,25%, alcuni programmi di campionamento hanno registrato percentuali di realizzazione non eccellenti. In particolare, il programma di controllo per la verifica dell’utilizzo dei costituenti di origine animale vietati, ha raggiunto solo il 96,13% del programmato e anche il programma di controllo della presenza di contaminanti ha raggiunto solo il 93% del programmato.

La relazione pone in evidenza una criticità ancora non risolta del PNAA, ossia l’impossibilità, per una parte di campionamenti, di conoscere il luogo di prelievo. Infatti la rendicontazione del programma di contaminazione da Micotossine, attualmente data la complessità del dati richiesti, non li riporta.

Si segnala inoltre la lieve diminuzione della percentuale di campionamento presso gli allevamenti e la distribuzione, a cui corrisponde un aumento della percentuale di campionamento nella gli impianti di produzione, il trasposto e le “altre sedi”.

Dalle analisi effettuate, ad opera dei Laboratori degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, sono 157 i campioni non rispondenti a quanto richiesto dalla normativa, lo 1,45% del totale dei campioni prelevati. Questo è un dato che dimostra come in generale i mangimi (mangimi composti, materie prime, additivi, premiscele e acqua di abbeverata) soddisfino i requisiti normativi di sicurezza.

Analizzando i dati dell’anno 2015 si evidenzia che la percentuale delle non conformità è lievemente aumentata di 0,82 punti percentuali. Il dato esprime comunque una sostanziale rispondenza dei mangimi alla normativa, con il 99,55% dei mangimi risultati conformi alle analisi di laboratorio.

Le 157 non conformità hanno riguardato: presenza di principi farmacologicamente attivi ed additivi vietati o in concentrazione non consentita (n. 15); rilievo di fenomeni di Carry Over (n. 45); presenza di costituenti di origine animale vietati (46); presenza di Micotossine in quantità superiori ai limiti previsti (33); programma di Monitoraggio riservato agli Additivi nutrizionali e oligo elementi (9); contaminazione da Salmonella spp. (6); • presenza di Organismi Geneticamente Modificati (3).

Tali non conformità derivano spesso da problemi legati alle procedure di lavorazione nonché da inadeguati programmi di autocontrollo o per inadeguate condizioni di stoccaggio praticate soprattutto in allevamento, le quali possono speso favorire le contaminazioni ambientali o la proliferazione dei funghi. Altre volte invece le non conformità possono essere relative ad errori di etichettatura.

Fonte Ministero della salute

pnaa-2015