Il punto di Ismea sul mercato avicolo

Anche nell’ultima settimana di settembre (terminata il 2 ottobre) il comparto avicunicolo ha dato segnali positivi.

L’offerta di polli è risultata piuttosto contenuta, a motivo di una consistente riduzione di animali vivi rispetto ai quantitativi delle settimane precedenti, e il mercato è apparso maggiormente equilibrato. Tuttavia i prezzi non sempre hanno soddisfatto le aspettative degli operatori che ora attendono l’evoluzione dei consumi della settimana entrante.

Nessuna modifica di impostazione per le galline, condizionate dalle temperature ancora troppo alte per questo articolo. Resta fermo anche il mercato estero, che crea un aumento delle scorte di carne e impedisce alle quotazioni di salire.

La corretta programmazione degli accasamenti delle faraone sta facendo sì che la domanda non venga completamente soddisfatta e le quotazioni salgono.

La mutata dinamica del pollo ha inciso positivamente sulla richiesta di tacchino. Si registrano pesi medi al carico inferiori alla norma (si è caricato in anticipo per soddisfare la domanda); gli operatori, più fiduciosi, sono intervenuti sulle quotazioni rialzandole ulteriormente.

Le quotazioni dei conigli continuano a risalire verso valori più consoni; la causa è dovuta alla scarsità dell’offerta (sia domestica che estera) e all’irrobustirsi della domanda. Nel complesso prospettive positive almeno per il breve periodo e conseguenti revisioni al rialzo.

Il mercato delle uova si trova in una situazione di maggior equilibrio o di leggero eccesso di domanda sia per quel che riguarda la parte intermedia che quella finale della domanda. Quindi situazione con modeste prospettive di miglioramento.

Fonte Ismea