Il pubblico ha una visione non realistica della vita agricola

Secondo una nuova ricerca del The Prince’s Countryside Fund, il pubblico britannico sembra avere una visione idilliaca della vita agricola, e circa 1 adulto su 4 (25%) ama l’idea di rinunciare al proprio lavoro quotidiano per trasferirsi e lavorare in un’azienda agricola.

Sono i risultati del rapporto “Who’d be a Farmer Today?” lanciato per segnare l’inizio della Settimana Nazionale della Campagna (da lunedì 31 luglio a domenica 6 agosto), che evidenzia una disconnessione tra la percezione positiva e la più difficile realtà della professione agraria.

Quando agli intervistati viene chiesto di stimare i redditi annuali degli agricoltori britannici, la media indica circa 46mila sterline, mentre il 9% ritiene che gli stipendi degli agricoltori siano superiori a 75mila. Il Dipartimento per gli affari rurali del Regno Unito (DEFRA) ha riportato che nel 2015 i redditi medi sono scesi sotto le 20mila sterline, Il valore più basso dal 2007. Inoltre, la precedente crisi del flusso di cassa in agricoltura del Fondo ha evidenziato che il 50% degli agricoltori non può più vivere solo dei frutti del proprio lavoro.

È interessante notare che solo il 32% degli intervistati ha dichiarato di avere una scarsa conoscenza della campagna e dell’agricoltura, mentre il 95% degli agricoltori intervistati non crede che il pubblico britannico capisca le sfide quotidiane che devono affrontare. Parallelamente alle interviste all’opinione pubblica, infatti, è stato realizzato un sondaggio presso gli agricoltori, secondo i quali la maggior parte delle sfide che devono affrontare le aziende a conduzione familiare sono di carattere finanziario: i prezzi dei prodotti poveri sono in cima alla lista delle preoccupazioni (26%), seguiti dalla perdita potenziale del pagamento unico per le aziende (19%) e dai costi troppo elevati (15%).

Lord Curry, presidente del The Prince’s Countryside Fund ha detto che “quello che realmente serve per essere un contadino non è generalmente conosciuto o riconosciuto. Molti di noi pensano ad uno stile di vita in campagna piuttosto pittoresco e confortevole. Purtroppo, per una delle professioni più antiche al mondo che nel Regno Unito contribuisce all’economia con oltre 108 miliardi di sterline all’anno, la realtà può essere molto diversa. Gli agricoltori lavorano per molte ore in situazioni difficili, ricevono compensi modesti per i loro sforzi, sono sottoposti ad instabilità finanziaria e si trovano ad affrontare una crescente incertezza. L’industria agricola ha bisogno del sostegno del pubblico britannico attraverso l’acquisto di prodotti alimentari locali, per aiutare a mantenere la redditività futura“.

Ulteriori risultati del sondaggio indicano la difficoltà che molti agricoltori affrontano a causa dei prezzi in calo, e molti di loro sono obbligati a chiedere prestiti per rimanere a galla. Dal 1995 ha chiuso il 66% delle aziende lattiero-casearie britanniche e, tra quelle che rimangono, molte sono state costrette a chiedere prestiti. Dato il forte aumento del tasso passivo concesso alle aziende agricole, il 17% non è riuscito a pagare i propri debiti a breve termine.

La ricerca ha inoltre rivelato una contraddizione negli atteggiamenti del pubblico per sostenere finanziariamente le aziende britanniche: per sostenere gli agricoltori locali il 50% degli intervistati è disposto a pagare di più per alimenti come il latte, tuttavia solo il 15% ha dichiarato che la produzione britannica è il principale motivo di acquisto degli alimenti. Il fattore più comune (42%) è infatti il prezzo.

Fonte Poultry News