Il potenziale delle alghe per ridurre l’uso degli antibiotici

Alcuni ricercatori francesi hanno esplorato il potenziale delle alghe per aumentare il sistema immunitario degli animali e quindi ridurre l’uso degli antibiotici negli allevamenti.

Precedenti studi avevano mostrato che il muro di cellule delle alghe marine contengono alte quantità di polisaccaridi solfitati. Questi hanno una serie di proprietà biologiche, tra cui anticoagulanti, antimicrobiche, antitumorali e immunomodulatorie.

I ricercatori francesi, riuniti in una partnership nata da Olmix Group, leader nella bioraffineria di macroalghe, e la principale organizzazione di ricerca agricola della Francia, INRA, hanno unito le forze per esplorare il potenziale di estratti algali isolati ricchi di polisaccaridi solfitati.

Uno studio in vitro su cellule epiteliali intestinali dei suini ha permesso di dimostrare che gli estratti della macroalga Ulva armoricana, raccolta presso la costa settentrionale della Bretagna, stimolavano nell’intestino la produzione di mediatori immunitari come CCL20 e IL-8. E’ stato quindi dimostrato il ruolo di questi mediatori immunitari nell’attivazione, nel reclutamento e nella migrazione delle cellule immunitarie nate a seguito di infezioni intestinali e, secondo i ricercatori, è stata confermata la possibile modulazione dell’immunità intestinale da parte del prodotto.

Per ottimizzare l’uso di polisaccaridi bioattivi nelle future strategie di prevenzione, adatte ad aumentare la risposta immunitarie e quindi la salute degli animali, era tuttavia necessario comprendere anche il meccanismo dell’azione immunomodulatoria mediata dalla macroalga. Per questo motivo gli studiosi, guidati da Mustapha Berri dell’INRA, sono andati oltre ed hanno esplorato i meccanismi coinvolti nella modulazione della risposta immunitaria delle cellule epiteliali stimolati dalle microalghe. Gli scienziati ritengono di aver dimostrato che la via di segnalazione coinvolge l’attivazione della ricezione di tipo Toll 4 (TLR4) tramite P13K / AKT.

I coordinatori del progetto affermano che i risultati in vitro sono promettenti, poiché mostrano che le macroalghe coinvolte nell’esperimento potrebbero essere utilizzate nei mangimi per modulare la risposta immunitaria degli animali e proteggere le loro mucose dai batteri patogeni, aumentare la resistenza alle infezioni e ridurre l’uso degli antibiotici negli allevamenti.

Fonte Poultry World