Il microbioma animale può essere “allenato” per degradare la fibra

Vi è un rinnovato interesse per i polisaccaridi non strutturali che degradano gli enzimi (NSPase): l’argomento è alla base di una nuova ricerca che suggerisce cambiamenti nel microbioma intestinale degli animali per degradare in modo più efficiente la fibra.

Come affermato dai ricercatori di AB Vista la produzione di oligosaccaridi da parte degli NSPase e la conseguente fermentazione di questi da parte del microbiota intestinale per generare un effetto “prebiotico” è considerata uno dei meccanismi dell’attività NSPase. Ora, una nuova ricerca di AB Vista e Alimetrics esplora il modo in cui la NSPasi è legata al miglioramento della digeribilità delle fibre e della fermentazione degli oligosaccaridi generati.

Uno studio in vitro ha permesso di esaminare la capacità fermentativa del contenuto cecale di alcuni avicoli a 35 giorni di età e ha mostrato differenze significative nella capacità di fermentare xilano aggiunto in modo esogeno. Il contenuto cecale degli avicoli alimentati con xilanasi ha fatto registrare un arricchimento significativo delle specie batteriche in grado di fermentare NSP che, a sua volta, hanno prodotto una maggiore quantità di acidi grassi volatili, incluso il butirrato, una preziosa fonte di energia per enterociti e un supporto della funzione intestinale. La xilanasi ha dimostrato di poter aumentare efficacemente la capacità del contenuto cecale di digerire lo xilano insolubile oltre agli xiloligosaccaridi solubili. Ciò ha evidenziato un possibile effetto “allenamento” sul microbioma cecale, con conseguenti cambiamenti adattativi verso una maggiore capacità di degradare lo xilano.

Il direttore della ricerca di AB Vista, il dottor Mike Bedford, che ha presentato i risultati alla Poultry Science Association 2018, in Texas ha spiegato che si deve “pensare agli NSPasi come a strumenti per accelerare la capacità degli avicoli di digerire le fibre. Invece di degradare quantitativamente la fibra della parete cellulare delle piante, l’enzima aumenta la capacità intrinseca di digestione dell’animale. Ciò ha implicazioni significative per quanto riguarda la selezione delle classi di enzimi NSPasi e la loro dose“.

Fonte Feed Stuff