Il legame tra i “prosumers” cinesi e il settore avicolo

Per i cinesi, il gallo simboleggia la vitalità, l’onestà, l’integrità e la fortuna, ma che impatto ha l’industria avicola cinese nel mondo? “La Cina è diversa e non è per i deboli“, ha detto il dottor Mark Lyons, vice presidente esecutivo e capo di Greater China di Alltech, nel corso della riunione annuale dell’azienda in occasione dell’International Production & Processing Expo 2017.

Negli ultimi anni la Cina ha assistito allo spostamento nelle aree urbane di circa 300 milioni di persone e attualmente ben 188 città cinesi sono più grandi di Chicago. Inoltre, la crescente classe media cinese è giovane, urbana e globale.

Dal 2011, anno del primo Global Survey Feed di Alltech, la Cina ha dominato la produzione mondiale di mangimi, coprendo circa il 35% del totale degli alimenti per animali. Per quanto riguarda il pollame, in Cina viene allevato il 20% dei 60 miliardi di avicolo del mondo, tra cui 8,8 miliardi di broiler e 1,2 miliardi di ovaiole e riproduttori. Attualmente, la Cina produce il 26% della carne avicola del mondo, e gli studi dimostrano che nei prossimi 10 anni i consumi e la produzione avicola continueranno ad aumentare in Cina come nel resto del mondo. La Cina è anche leader mondiale nella produzione di uova, con un volume 6 volte superiore a quello degli Stati Uniti, secondo produttore mondiale.

Il settore avicolo cinese, negli ultimi anni, è stato caratterizzato e mosso da alcuni fattori: sia l’industria del pollame che quella delle uova si stanno muovendo verso l’integrazione; la consapevolezza dei consumatori sull’inquinamento ambientale sta crescendo e crea pressioni a livello aziendale; la produzione antibiotic-free è una tendenza crescente; aumenta la pressione sui costi degli ingredienti dei mangimi così come sta crescendo il desiderio di prodotti avicoli di alta qualità.

L’industria cinese si trova quindi davanti una serie di sfide: la prima è rappresentata dagli elevati costi dei mangimi che a volte sono il doppio rispetto ai prezzi internazionali. Il consumo della carne di pollo è piuttosto piatto dato che è considerata una fonte proteica meno nobile della carne di maiale, di quella suina e dei frutti di mare. La Cina inoltre sta perdendo competitività, soprattutto nei confronti del Brasile, e quindi le esportazioni stanno diminuendo in particolare verso la Thailanda e il Giappone. Infine le diverse epidemie di influenza aviaria hanno danneggiato l’immagine di tutto il settore avicolo.

Sta crescendo il potere dei consumatori, che ormai sono diventati dei veri e propri prosumer“, ha spiegato ancora Lyons “Credo che in Cina ci siano più prosumers che in qualsiasi altro mercato del mondo“.

Il termine prosumers deriva dall’unione delle parole consumer e producer e definisce una tipologia di consumatore molto attento a quello che compra, che agisce proattivamente mostrando, attraverso gli acquisti le proprie convinzioni, la propria etica e le proprie aspirazioni. I prosumers sono promotori di prodotti e marchi, e possono influenzare significativamente il successo o il fallimento di aziende, prodotti e marchi, attraverso le loro attività sui social media. Gli allevatori avicoli di tutto il mondo devono quindi costruire rapporti con questi nuovi consumatori e in questo senso, dato che nel paese è presente la più ampia classe di prosumer, la Cina può aprire la strada.

Fonte Poultry World