Il giusto equilibrio tra antibiotici e batteri

Comprendere l’interazione tra salute, batteri e antibiotici rende evidente che ridurre il ricorso agli antimicrobici, ove possibile, è nell’interesse di tutti. Ma ogni grammo di mangime e ogni goccia di acqua destinati agli animali ha  almeno un milione di batteri sulla superficie. Ogni boccone influenza l’enorme colonia di batteri, nota come microbiota, che si trova nell’intestino dell’uomo e degli animali.

Tutti i batteri interagiscono tra loro e influenzano una vasta gamma di funzioni biologiche.

Il numero di cellule batteriche sui nostri corpi supera le nostre cellule di 10 a uno. Se un alieno scendesse sulla Terra e ci scansionasse, probabilmente concluderebbe che un essere umano è una comunità di piccoli organismi che lavorano in un rapporto simbiotico. Lo stesso vale per il pollame, ed è quando questo sistema incredibilmente complesso va male, che sorgono problemi.

Gli antibiotici, introdotti in zootecnia nel 1950, sono spesso considerati una panacea, che può prevenire o curare la malattia e migliorare le prestazioni degli uccelli. In termini molto semplici, gli antibiotici spazzano via i batteri del tratto gastrointestinale per alleviare la malattia. Ma insieme ai batteri cattivi, possono essere eliminati anche quelli buoni.

Secondo Richard Jackson del St David’s Poultry Team, il risultato è che la malattia può essere curata, ma gli effetti collaterali possono comportare, per esempio, una scarsa qualità della lettiera. “Abbiamo iniziato a considerare la riduzione degli antibiotici 10 anni fa, e ad oggi oltre il 40% dei farmaci che usiamo per trattare le infezioni non lo sono. Ci saranno sempre situazioni che dovremo necessariamente trattare con gli antibiotici, ma al momento non c’è stato abbastanza tempo per studiare approcci alternativi“.

Attualmente al posto degli antibiotici il Team utilizza regolarmente pro e prebiotici, oli essenziali e altri rimedi alternativi. Anche una rinnovata attenzione alla qualità dell’acqua è stata una strategia vincente.

In generale, la riduzione dell’utilizzo degli antimicrobici non dovrebbe essere solo il risultato di azioni derivate da pressioni da parte dei rivenditori, o gruppi di pressione; trovare alternative di per sè ha il potenziale di ridurre gli effetti collaterali indesiderati. La sfida sta nel trovare la soluzione migliore. Il mercato è pieno di oli, probiotici e altri sistemi che pretendono di prevenire o alleviare le malattie.

Nell’intestino del pollame esiste sempre un certo livello di infiammazione” afferma Richard Ducatelle, della Gand Univesity, in Belgio. La scienza, secondo Ducatelle, sta gradualmente cominciando a capire il microbiota, e prevenire le malattie, mantenendo un sano equilibrio dei batteri, sembra essere la tattica migliore. La salute degli animali si sta spostando dalla semplice distruzione dei batteri novici, alla stimolazione di quelli beneficiPer me, è questo il futuro della professione veterinaria. Tuttavia, i veterinari hanno bisogno di sedersi e parlare con i nutrizionisti per produrre la dieta più adeguata“.

Per Stephen Collett, medico presso l’Università della Georgia, si tratta di garantire un efficiente trasferimento del mangime destinato al pollame verso il prodotto finale: le proteine destinate all’alimentazione umana.
Secondo Collett il modo migliore per farlo è garantire che l’intestino degli animali sia in ottima forma. Il suo concetto “Seed, Feed and Weed” esprime bene il suo obiettivo: seminare l’intestino con i batteri giusti, assicurarsi che vi sia il mangime necessario a garantire una crescita equilibrata ed eliminare qualsiasi componente infestante che possa causare malattie o ostacolare le prestazioni.

La “semina” dovrebbe iniziare a livello di parent. Altrettanto importante è la dieta del riproduttore, che devebilanciare i tassi di crescita con la necessità di deposizione delle uova da cova. Secondo Collett questo è possibile fornendo una adeguata massa di mangime, con un minore valore nutritivo, che porta a un transito maggiore di materia indigesta nell’intestino posteriore degli uccelli, dove spesso risiedono i batteri meno benefici. Essi prosperano su questo contenuto non digerito, che poi viene eliminato.

Perché è così importante questo aspetto? Perché l’ambiente batterico di un parent si trasferisce ai discendenti.Un incubatoio moderno ha bisogno di un ambiente sterile “anche se noi abbiamo assunto che un determinato posto è sterile, esiste già una microflora in evoluzione” spiega Collett.

Un altro ambiente “sterile” è il capannone pulito in cui sono collocati gli uccelli. I gruppi di uccelli con problemi di salute, che richiedono continui interventi antibiotici, possono inavvertitamente creare un ambiente in cui i batteri patogeni sono in sovrannumero.

Collett spiega che un uccello in trattamento antibatterico mantiene un buon assorbimento dei nutrienti nel tratto gastrointestinale superiore, ma i farmaci interromperanno l’attività dell’intestino inferiore, causando lospargimento dei batteri nocivi e, di solito, feci umide. Una lettiera umida di per sè è un problema, e la maggiore presenza di agenti patogeni aumenterà la propensione degli animali ad ammalarsi. Anche se gli antibiotici sono uno strumento importante per trattare la malattia, è chiaro la riduzione del loro utilizzo è nell’interesse della salute degli uccelli e degli allevatori.

Quando si considera il lavoro degli antimicrobici, è importante ricordare nel pollame il cibo indigesto fermenta nella parte inferiore del tratto gastrointestinale, spiega Collett. A differenza dei ruminanti, i nutrienti forniti al pollame sono facilmente digeribili e vengono assorbiti nelle parti superiori del sistema digestivo, mentre le parti di cibo più difficili da elaborare, come i polisaccaridi non amidacei, attraversano il tratto cecale. In questo tratto  i componenti non digeribili continueranno ad essere ripartiti, prima che il cosiddetto processo di peristalsi inversa rimandi nuovamente i nutrienti nell’intestino. “Negli uccelli l’intestino tenue è incredibilmente breve“, spiega Collett. “E’ così per alleggerirli in modo che possano volare. Ma questo determina la conversione e l’efficacia del mangime. Il tratto inferiore è dove risiedono gli organismi che si occupano del cibo non digeribile. La colonizzazione dell’intestino è molto importante, e noi possiamo alterare la popolazione microbica in maniera molto significativa attraverso l’alimentazione che forniamo“.

Se l’equilibrio dei batteri non viene raggiunto, gli organismi nocivi come il Clostridia perfingens, diventano dominanti. Questi batteri si nutrono delle sostanze nutritive presenti nel tratto intestinale inferiore, iniziano a secernere le tossine in concentrazioni sempre più elevate e invertono la peristalsi al tratto superiore, danneggiando il rivestimento dell’intestino. Un intestino danneggiato significa che una maggiore alimentazione a favore di questi batteri dannosi, e viene innescata una reazione a catena.

Fonte World Poultry