Il discorso di Junker in occasione della Conferenza 2016 sulle prospettive agricole della Ue

Sono sempre stato e ho intenzione di rimanere un forte sostenitore della politica agricola comune” con queste parole Jean-Claude Juncker. Presidente della Commissione europea, ha avviato la Conferenza 2016 sulle prospettive agricole dell’unione europea.

Junker ricorda che “la PAC è stata la prima politica comune dell’Unione europea e questo nonostante gli sforzi di coloro che vogliono distruggerla. Fino al 1964 l’Europa non era ancora autosufficiente da un punto di vista alimentare e non bisogna dimenticare che fino a non molto tempo fa, gravi carenze di cibo erano comuni a milioni di cittadini europei.
Un paese, un continente che non può nutrirsi da solo di fatto dipende dalla volontà degli altri.
Con l’entrata in vigore della politica agricola comune nel 1962, l’Europa ha avuto i mezzi per ottenere l’indipendenza alimentare. E possiamo essere fieri del viaggio fatto, perché oggi l’agricoltura e l’ambiente europeo vantano gli standard di qualità migliori al mondo.
Come già detto nel discorso sullo Stato dell’Unione lo scorso il 14 settembre, ho voluto un’Europa migliore: un’Europa che protegge, che preserva il nostro modo di vivere e che si assume le sue responsabilità. La PAC contribuisce e rispetta pienamente questi obiettivi.

Ci permette di proteggere i nostri 22 milioni di agricoltori e i 44 milioni di posti di lavoro che, direttamente o indirettamente, dipendono dall’agricoltura. 44 milioni è più del doppio del numero di persone impiegate nel settore automobilistico e aeronautico insieme. L’agricoltura è quindi un settore promettente anche in termini occupazionali.

La PAC, ci ha dato la possibilità di conservare uno stile di vita europeo, che contribuisce alla creazione di occupazione, crescita ed investimenti, e stimola il dinamismo delle comunità rurali. In che stato sarebbe il paesaggio europeo senza agricoltura? A volte, nel mio paese, dicevo a coloro che non lavoravano in agricoltura di immaginare che il lavoro gratuito fatto in agricoltura avrebbe un costo enorme se invece fosse fatto da funzionari o lavoratori dello Stato.

Infine la PAC, nel contesto dell’Unione europea, si assume pienamente le proprie responsabilità in termini di solidarietà, come dimostra anche l’aiuto supplementare di oltre 1 miliardo di euro concesso agli agricoltori che affrontano grandi difficoltà, in particolare, ma non solo, il settore lattiero-caseario. Ho più volte avuto occasione di verificare la posizione degli agricoltori, e non posso accettare l’idea che i prezzi del latte possano essere inferiori a quelli dell’acqua. Questa azione completa il sostegno all’agricoltura pari a circa 56 miliardi di euro sotto forma di pagamenti diretti e pagamenti a favore dello sviluppo rurale.

Non vi è quindi alcun dubbio sul fatto che debbano essere mantenuti i principi guida di questa politica, non escludendo che debba essere regolata o completata se si dovessero trovare difetti. 
E’ stata recentemente pubblicata la relazione della task force sui mercati agricoli, e stiamo attualmente analizzando le raccomandazioni contenute. Ho chiesto al mio amico Phil Hogan di individuare insieme le lezioni che possiamo trarre per il settore agricolo.

Se la politica agricola comune è una politica europea fondamentale ed essenziale, deve essere semplificata per ridurre gli oneri amministrativi a carico degli agricoltori, e deve essere modernizzata per rispondere alle sfide del ventunesimo secolo e deve raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile.
La semplificazione della politica agricola comune è la prima missione che ho assegnato al Commissario Hogan quando abbiamo assunto l’incarico nel 2014. Sappiamo che gli oneri amministrativi sono spesso troppo pesanti e negli ultimi due anni il loro allegerimento ha costituito una priorità.
Semplificazione e modernizzazione sono quindi parole chiave e rappresentano l’obiettivo primario della Comunicazione sul futuro della politica agricola comune che la Commissione intende adottare entro la fine del 2017.
Il primo passo sarà una consultazione pubblica, che sarà lanciata all’inizio del prossimo anno, e che consentirà a ciascuno di voi di contribuire al dibattito sulla direzione che dovrebbe essere preso in futuro da questa importante politica strategica.

Fonte Commissione europea