Il dibattito intorno alla definizione di “carne”

Memphis Meats, la società che produce carne sintetica coltivata in laboratorio, e che ha attirato i finanziamenti di grandi aziende come Tyson Foods e Cargill, ha chiesto al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) di non dar seguito ad una petizione presentata dalla Cattleman Association degli degli Stati Uniti sulla definizione di “carne”.

Memphis Meats ha dichiarato al Servizio per sicurezza e l’ispezione alimentare dell’USDA che i suoi prodotti coltivati “soddisfano la definizione statutaria e normativa dei prodotti a base di carne e che quindi possono essere etichettati come tali“. La richiesta prende spunto da una petizione presentata a febbraio dall’Associazione dalla US Cattleman’s Association attraverso la quale si chiede all’USDA di limitare l’uso della dicituracarne bovinaai soli prodotti “provenienti da bovini nati, allevati e riprodotti in modo tradizionale … piuttosto che provenienti da fonti alternative”, come per esempio in laboratorio.

Memphis Meats ha dichiarato che sui suoi prodotti renderà chiaro il fatto che per produrre la carne non sono stati allevati o macellati animali; ma ha aggiunto che avvierà prove sul campo con i consumatori per individuare il tipo di etichettatura più adatta a comunicare questo tipo di messaggio.

La “definizione di carne” è uno dei dibattiti più vivaci sia negli Stati Uniti che in Europa. I membri della Camera dei rappresentanti del Missouri hanno votato per dichiarare fuori legge i prodotti a base di carne sintetica o sostitutiva della carne etichettati come “carne.

E la discussione si fa ogni volta più accesa. Il Guardian ha recentemente pubblicato la notizia che le aziende tecnologiche alimentari stanno sfruttando le tecniche sviluppate inizialmente per usi biomedici. Il DNA dell’emeproteina, che si trova nelle radici delle piante di soia e che viene utilizzato nell’Impossible Burger, un alimento completamente vegetale, è codificato attraverso la modificazione genetica in un lievito. La proteina che ne deriva, identica all’originale della soia, viene poi separata e quindi nell’hamburger non vi sono tracce di materiale geneticamente modificato.

La stessa tecnica di fermentazione del lievito viene utilizzata da altre aziende che producono proteine delle uova identiche a quelle originali. Clara Foods, con sede a San Francisco, si è concentrata sulla realizzazione di un prodotto simile all’albume, utilizzato in una vasta gamma di ricette. L’azienda ha prodotto questo bianco d’uovo in laboratorio e sta attualmente lavorando per aumentare e mettere in vendita i prodotti entro la fine del prossimo anno.

Fonte Poultry World