Il controllo della malattia: un nuovo ruolo per gli additivi?

Qualsiasi additivo finalizzato alla salute dell’intestino è somministrato ad un dosaggio preciso, spesso regolato per legge o attraverso le linee guida di registrazione di ogni prodotto. Ma esistono dosaggi diversi per gli additivi utilizzati nei mangimi animali in caso di somministrazione terapeutica invece che per prevenzione?

Secondo Ioannis Mavromichalisin di WaggAgNet, in molti casi, i normali dosaggi degli additivi rappresentano le stime più precise possibili del rapporto tra fabbisogno dell’animale e risparmio dovuto all’utilizzo dell’additivo stesso. Per questo la maggior parte degli additivi vengono utilizzati a dosaggi utili a prevenire la malattia, spesso assumendo la co-presenza di altri tali prodotti sanitari destinati alla protezione dell’intestino.

Ma cosa succede quando gli animali si ammalano? La diarrea è spesso sintomo di molte altre malattie. In molti casi, l’uso della maggior parte degli additivi è ritenuto inefficace, e i veterinari, in modo corretto, prescrivono farmaci specifici. Ma cosa succederebbe se in previsione di un problema, si potessero usare dosi maggiori di additivi? Sarebbe possibile minimizzare il rischio di insorgenza della malattia?

In realtà, secondo Mavromichalisin non esiste una risposta. E’ logico supporre che alcuni additivi potrebbero funzionare, ma altri sarebbero del tutto inefficaci. In effetti, alcuni allevatori ritengono troppo oneroso per un animale malato essere sottoposto a dosi maggiori delle diverse miscele di additivi che assumono normalmente.

SI tratta però di un quesito molto interessante, che potrebbe fornire nuovi spunti di ricerca soprattutto in visione di minore utilizzo dei farmaci in zootecnia. In questo caso gli additivi potrebbero essere non solo visti come rimedi “preventivi” e quindi stimolanti delle performance degli animali, ma come veri e propri integratori per il controllo delle malattie.

Fonte WattAgNet