Il consumo sostenibile dalla teoria alla pratica. Il caso dei prodotti biologici

L’incremento del consumo di prodotti biologici appare un passaggio rilevante nell’ambito dello sviluppo degli stili alimentari sostenibili.

Il CREA, con il suo centro di Politiche e bioeconomia, partendo da un’analisi delle politiche orientate a favorire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei consumi alimentari, si è focalizzato sul settore biologico delineando alcune possibili strategie per incrementarne la domanda di prodotti che favoriscano la sostenibilità del sistema agroalimentare. Le riflessioni sono state inserire in un volume disponibile on line.

Il volume illustra le analisi svolte da CREA-PB (ex INEA) nell’ambito del progetto “Stili Alimentari e Sostenibilità delle FilierE BIOlogiche” (SAFEBIO), coordinato dall’ex Istituto Nazionale di Economia Agraria e finanziato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

SAFEBIO si è posto l’obiettivo di studiare stili alimentari con diverso grado di sostenibilità valutandone i profili economici, nutrizionali e ambientali, confrontando in particolare uno stile alimentare caratterizzato dal consumo di alimenti biologici con uno stile di consumo convenzionale. Oltre a migliorare la conoscenza delle metodologie di analisi, delle caratteristiche qualitative del consumo e delle relative dinamiche, scopo del Progetto è stato orientare l’elaborazione di strategie e politiche per contribuire ad uno sviluppo sostenibile del settore agroalimentare. Per la realizzazione degli obiettivi progettuali, si è costituito un collettivo di unità familiari su cui sono state congiuntamente realizzate tutte le analisi relative agli stili alimentari e a quelle economiche, nutrizionali e ambientali.

Una prima linea di ricerca è stata finalizzata ad implementare metodologie di classificazione degli stili alimentari biologico e convenzionale.

Il Progetto si è poi focalizzato su altri temi: l’applicazione di metodologie e indici di valutazione nutrizionale degli stili alternativi, con la verifica dell’adeguatezza della razione alimentare assunta giornalmente rispetto ai Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti definiti per la popolazione italiana (ricerca condotta dall’Università degli Studi del Molise – Dipartimento di Scienze per la Salute (Responsabile: Giovannangelo Oriani); la valutazione dell’impatto ambientale degli stili alternativi, in funzione non solo delle diverse tecnologie di produzione (biologico, convenzionale, utilizzo di fonti rinnovabili nel processo produttivo, ecc.) ma anche della distanza tra luogo di origine e consumo e delle relative soluzioni logistiche (Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Scienze agroambientali e territoriali); l’analisi economica ed ambientale dei modelli di filiera caratterizzanti gli stili alimentari individuati, effettuata attraverso la ricostruzione della catena del valore e delle food miles (Università degli Studi di Perugia- Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali); lo studio delle politiche per il consumo sostenibile (CREA-PB).

Il volume si articola in sei capitoli che ripercorrono le principali questioni relative al consumo alimentare sostenibile e che evidenziano alcuni elementi utili per tracciare i possibili percorsi futuri dell’agricoltura e allevamento biologici.

Fonte Crea