Il blocco di Hong Kong? Un atto dovuto

Impazzano in questi giorni sui media gli articoli relativi al blocco delle importazioni di prodotti avicoli provenienti dalla Lombardia da parte di Hong Kong. Il blocco è dovuto ai focolai di aviaria che stanno interessando in questi giorni la regione italiana.

Ma come ricorda Lara Sanfrancesco, direttore di Unaitalia, dalle pagine de Ilsole24.com nel caso di denuncia di focolai, così come è accaduto in questi giorni, la notifica del blocco delle importazioni dalle aree coinvolte dal virus è una prassi comune legata a specifiche norme internazionali ed avviene di routine“.

In Europa la segnalazione dei casi di aviaria è definita a livello normativo: ogni focolaio viene segnalato dagli allevatori al Ministero della salute, e questo fa una comunicazione all’OIE (l’organizzazione internazionale per la salute e il benessere degli animali). Dopo la segnalazione le Autorità provvedono a istituire zone di protezione e sorveglianza in un raggio rispettivamente di 3 e 10 Km e all’abbattimento dei capi suscettibili di contagio. L’applicazione delle misure di contenimento viene poi segnalata alla Commissione europea e diventa oggetto di uno specifico provvedimento normativo.

A livello europeo l’Italia vanta i tempi più stretti tra la denuncia e gli abbattimenti, e per il contenimento del virus” ricorda il Direttore “L’influenza aviaria rappresenta un enorme problema per gli allevatori avicoli che subiscono pesanti danni economici, mentre non c’è alcuna ricaduta in termini di sicurezza alimentare. Attualmente i casi riguardano principalmente i tacchini e qualche piccolo allevamento, e coinvolgono un numero abbastanza ridotto di capi. Come già sottolineato da più parti, i focolai di aviaria si intensificano con l’arrivo dell’inverno e attraverso gli uccelli selvatici. L’unico sistema per contenere la diffusione del virus è rafforzare i già alti livelli di biosicurezza“.