I vegani devono assumere in modo permanente supplementi di vitamina B12

E’ “difficile o impossibile” che i vegani assumano nutrienti come la vitamina B12. Lo ha dichiarato la German Nutrition Society (DGE) all’interno di un “position paper” che è stato ripreso anche dal governo federale tedesco.

Con una dieta a base vegetale pura è difficile o impossibile raggiungere un adeguato apporto di alcuni nutrienti., e tra questi quello più importante è la vitamina B12” ha scritto il DGE.

Altri nutrienti mancanti potenzialmente critici, indicati dal governo tedesco, includono proteine, gli “essenziali” aminoacidi, gli acidi a catena lunga omega-3, vitamine come la riboflavina o la vitamina D e minerali come calcio, ferro, iodio, zinco e selenio.

Dal momento che evitando tutti gli alimenti di origine animale aumenta il rischio di carenze nutrizionali, e quindi di disturbi di salute, una dieta vegana non è raccomandata dalla DGE in caso di gravidanza o allattamento, ai bambini o agli adolescenti di tutte le età“.

Inoltre chi sceglie di seguire una dieta vegana dovrebbe “in modo permanenteassumere integratori di vitamina B12 e prendere regolarmente vitamina B12 sotto controllo medico. E’ poi necessario “selezionare cibi ricchi, in modo molto specifico, di nutrienti e alimenti arricchiti, al fine di garantire l’approvvigionamento di sostanze nutritive, in particolare di nutrienti essenziali“.

Nel rapporto inoltre si legge che i vegani dovrebbero “possibilmentericevere anche altri nutrienti essenziali regolarmente controllato da un medico. Ogni dieta che non porta all’assunzione di adeguati livelli di nutrienti essenziali ed energia è sconsigliabile. Il DGE raccomanda una dieta che includa tutti i gruppi di alimenti presenti nel cerchio nutrizionale, compresi i prodotti di origine animale” si legge ancora sul position paper.

Il rapporto cita le opinioni divergenti di diversi istituti nutrizionali internazionali. In passato, alcuni di loro come l’Academy of Nutrition and Dietetics degli Stati Uniti, l’Australian National Health and Medical Research Council e la Canadian Paediatric Society avevano dichiarato che una dieta vegana opportunamente programmata, che comprendesse integratori alimentari e alimenti arricchiti, è nutrizionalmente adeguata e quindi adatta durante tutte le fasi della vita, comprese le donne in gravidanza e l’allattamento.

Secondo la British Nutrition Foundation una dieta vegetariana o vegana ben pianificata ed equilibrata può essere nutrizionalmente adeguata. Ma le diete più estreme, come diete alimentari macrobiotiche o crudiste, contengono spesso bassi livelli di energia e di micronutienti, che le rende del tutto insufficienti e inadeguate per i bambini“, si legge nel rapporto.

Il programma nazionale portoghese per la promozione di una dieta sana, raccomanda che i bambini vegani siano allattati al seno oltre il periodo raccomandato di sei mesi, fino ai due anni di età, anche durante la fase di alimentazione complementare, per assicurarsi che ricevano abbastanza proteine del latte di alta qualità.

Nel frattempo il Comitato Nutrizionale della German Society of Paediatrics and Adolescent Medicine ha “rifiutato” una dieta vegana per i neonati, a meno che non si prevedano integratori.

Di parere opposto Jimmy Pierson portavoce della pan-UE Vegan Society, secondo il quale “con un po’ di conoscenza e pianificazione, è certo che da una dieta vegana si può ottenere tutto il nutrimento necessario per la nostra salute“, aggiungendo che anche la British Dietetic Association (BDA) ha sostenuto questa posizione.

Nel 2014 la BDA e la Vegan Society hanno firmato un protocollo d’intesa per cercare di “assicurare che i professionisti medici e i fornitori di servizi sappiano che diete vegan-friendly ben pianificate possono essere adeguata al sostentamento di una vita sana ad ogni età e fase della vita”. Secondo Pierson “è essenziale avere una fonte affidabile di vitamina B12, che può provenire da cereali, latte di origine non-animale, estratto di lievito o altri cibi addizionati o fortificati con vitamina B12. Nel Regno Unito si consiglia a tutti, a prescindere dalla dieta scelta, un supplemento di vitamina D“.

Secondo il DGE le diete vegane e vegetariane saranno sempre più popolari nel mondo occidentale: il vegetariano tipico di questa regione è di sesso femminile, giovane, istruito e benestante, vive in città e segue uno stile di vita sano. 

In Germania il veganismo è diffuso tra lo 0,1% e l’1% della popolazione, quindi tra le 81.000 e 810.000 persone. Secondo la Vegan Society, il veganismo è uno dei trend in “più rapida crescita” in Gran Bretagna, con almeno 542.000 persone, rispetto ai 150.000 di dieci anni fa.

Sempre più persone agiscono in base ai criteri del veganismo, sia per quanto riguarda la salute che l’ambiente. Diventano più esperti sulle realtà degli allevamenti, e decidono che non vogliono contribuire al dolore e la sofferenza degli animali” ha spiegato ancora Pierson, citando anche il rapporto rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità dell’anno scorso, sulla tossicità della carne rossa e degli elaborati di carne.

Fonte Nutraingredients.com