I trend che modelleranno il futuro della nutrizione avicola

Ultimamente, Ioannis Mavromichalis, editore di WATTAgNet e capo redattore di Pig International, ha partecipato a numerosi incontri, tra cui l’European Sumposium on Poultry Nutrition (ESPN 2017) dai quali sono emerse numerose indicazioni sul futuro del settore avicolo e della nutrizione degli animali. In pratica, osservando i movimenti del settore ricerca e sviluppo delle università e delle istituzioni di tutto il pondo, è possibile capire come si sta muovendo l’avicoltura.

Epigenetica e nutrizione – La genetica è la scienza che studia la fusione del DNA dei parent, mentre l’epigenetica è un nuovo ramo che indaga come i fattori di stress ambientali si imprimano nel DNA e ne influenzino l’espressione. Secondo il dottor Ferket della North Carolina State University negli Stati Uniti e il dottor Haron dell’Università di Gerusalemme in Israele, questo approccio può spiegare perché i fattori di stress che coinvolgono le uova durante il periodo di incubazione, possono portare a broiler più resistenti allo stress da caldo. In realtà, questi tratti possono passare come minimo alle due generazioni successive. Un simile condizionamento della prole può essere influenzato da diversi fattori di stress nutrizionali applicati ai riproduttori. Quindi, la gestione dei riproduttori, e delle loro uova, e addirittura l’alimentazione in ovo, possono avere un enorme impatto sulla progenie.

Nutrizione in ovo – L’inserimento nelle uova incubate di una soluzione che aumenti le prestazioni dei pulcini, è una tecnica innovativa che conta quasi 20 anni di ricerca. La sua importanza continuerà ad aumentare perché, secondo il dottor Ferket, più riduciamo i giorni necessari a portare i broiler sul mercato, maggiore sarà l’impatto sul tempo necessario al periodo di incubazione (quest’ultimo un termine fisso). La nutrizione in ovo può essere considerata rivoluzionaria, così come lo è stato l’inserimento delle premiscele nell’alimentazione degli animali perché, allo stesso modo, la nutrizione in ovo fornisce sostanze nutritive e altri composti bio-attivi che migliorano quelli già presenti nell’uovo. Tali sostanze nutritive vanno dai carboidrati agli amminoacidi, alle vitamine e ai minerali: ma anche i probiotici e i composti come l’acido butirrico hanno mostrato risultati promettenti. Quello che permetterà a questa tecnica di diventare protagonista, ma sarà condizionata sia dagli aspetti di natura logistiche che, naturalmente, dalla chiara comprensione del processo e dei suoi benefici.

Regolazione di emissioni nutrizionali – Si pensa che gli avicoli siano meno sensibili, rispetto ai mammiferi, al gusto dei mangimi. Ma, secondo il dottor Roura dell’Università del Queensland in Australia, si tratta di una opinione obsoleta. Infatti, il numero di papille gustative per unità di volume presenti nella cavità orale degli avicoli non è più basso rispetto ai mammiferi: negli uccelli, invece, esiste un ampio sistema di chemosensing che regola l’assunzione di nutrienti. Attualmente, la comprensione di come gli uccelli usano l’apparato sensoriale per controllare l’assunzione di nutrienti e mangimi è piuttosto limitata. Una maggiore comprensione può aiutare a fornire i nutrienti in quantità corrette, al fine di migliorare l’uniformità dei gruppi dei broiler e il piumaggio delle ovaiole. Questo risultato può essere raggiunto con un migliore equilibrio tra le esigenze individuali e le percezioni del gusto rispetto ai requisiti produttivi.

Microbiota intestinale e salute animale – Anche se l’intestino degli uccelli contiene più batteri che cellule, secondo il dottor van Immerseel dell’Università di Ghent in Belgio, se si tratta di analizzare i segnali del microbiota, allora sono più interessanti i batteri attaccati alla barriera della mucosa. Un esempio è l’acido butirrico che produce batteri. Questi vengono alimentati da prodotti di rottura dello xilano (ad esempio attraverso l’azione di enzimi alimentari o prodotti da altri microbi nell’intestino) che rilasciano l’acido butirrico. Questo semplice acido di fermentazione viene quindi assorbito dalle cellule epiteliali intestinali che riducono l’infiammazione, aumentando la proliferazione delle cellule epiteliali stesse e la resistenza transepiteliale, Questo processo porta a una maggiore salute dell’intestino. Inoltre, l’acido butirrico, che agisce come molecola di segnale, riduce la virulenza della Salmonella. Altri composti sono in grado di raggiungere simili risultati vantaggiosi, e solo da poco è stato possibile capire come regolare la composizione del mangime per modulare la microflora dell’intestino per una più sana interazione microbico-intestinale.

Mangimi enzimatici contro 130 kg di fibre – Ogni tonnellata metrica di mangimi avicoli contiene circa 130 kg di “fibre“, sostanze che altrimenti non potrebbero essere utilizzate dagli avicoli per trarre energia e sostanze nutritive.  Secondo il dottor Choct dell’Università del New England in Australia, per il prossimo futuro sarà importante il contributo degli enzimi NSP. Le fibre indigeste sono per lo più cellulosa, pectine e lignina, tutte sostanze difficili da abbattere durante il breve periodo di transito nell’instestino di avicoli nutriti intensamente. Le principali sfide della tecnologia della xilanasi stanno caratterizzando le oltre 2000 xilanasi disponibili, comprendendo la variabilità degli xilani nei cereali comuni e abbinando l’enzima al suo substrato. Anche se le xilanasi sono attualmente utilizzate per ridurre la viscosità nell’intestino, è possibile utilizzare altre xilanasi per rilasciare prodotti che potrebbero agire come probiotici. Inoltre l’uso di xilo-oligosaccaridi ha mostrato effetti benefici sui batteri che producono il butirrato.

Modellazione dei requisiti di fosforo nei broiler – Il fosforo rimarrà un tema in voga anche nei prossimi anni, non solo perché l’eccesso di fosforo è rappresenta un rischio ambientale prioritario, ma anche perché le fonti di fosforo inorganico manterranno prezzi elevati: allo stesso tempo i produttori di enzimi continuano a investire sulle fitasi. La valutazione di appropriati fabbisogni di fosforo è considerata fondamentale. Un approccio fattoriale, tentato da alcuni ricercatori francesi, ha evidenziato quattro aspetti relativi al fosforo disponibile: i requisiti di manutenzione rimangono al di sotto del 10% del totale per tutta la vita dei broiler; i requisiti di fosforo disponibile sono fortemente correlati al peso corporeo e all’aumento del peso; i requisiti rimangono costanti durante i primi 30 giorni dopo la schiusa, e diminuiscono successivamente: i requisiti del fosforo disponibile sono compresi tra 0,07 e 0,48 grammi al giorno dalla schiusa fino al momento della commercializzazione.

Fonte WattAgNet