I social media sono fondamentali per il rebranding del settore delle uova

Il settore delle uova ha bisogno di riposizionarsi sul mercato e i social media rappresentano il mezzo migliore per farlo. Lo ha detto Hinda Mitchell di Inspire PR Group, nel corso dell’Egg Industry Center Issues Forum di Columbus, in Ohio. Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, Snapchat e LinkedIn sono le più importanti reti di social media che le aziende possono utilizzare per la loro popolarità.

Mitchell ha affermato che i consumatori e le industrie stanno usando reti sociali, ma anche gruppi di opinione che si schierano a favore o contro il settore agricolo, funzionari e legislatori: e quindi è importante che anche il settore delle uova abbia una presenza onlien.

Il rebranding della produzione di uova inizia con la mobilitazione di ogni singolo marchio” ha detto Mitchell. “Quali sono gli tuoi attributi di marca? Che cosa rende il proprio prodotto unico? Quale vantaggio specifico si offre? Come si collega ciò che ti interessa a ciò che conta per il cliente?“.

Per consentire alle aziende di sfruttare la loro presenza digitale, Mitchell ha offerto alcuni suggerimenti: cercare le opportunità di impegnarsi sui social media; conversare con il proprio pubblico e non creare soltanto informazioni; lasciare che la conversazione online dia forma ai contenuti e ai messaggi; creare contenuti rilevanti e convincenti, tenendo presente che il contenuto visivo funziona meglio. “Non deve essere difficile, e può essere divertente“, ha spiegato Mitchell.

Dato che molti consumatori ottengono informazioni e notizie proprio sui social media, le aziende di uova devono essere presenti online, raccontare le proprie storie e rispondere quando emergono problemi e sapere che “una risposta in tempo reale è un requisito“.

E sebbene le aziende faranno del loro meglio per promuovere gli aspetti positivi del loro settore, ci saranno sempre critiche. Mitchell ha spiegato che è giusto rispondere alle critiche online, utilizzando un approccio a tre fasi: rispondere a una domanda o a una critica, chiarire con una risposta di follow-up se necessario, prevedere anche un contatto offline se non si vuole approfondire pubblicamente, ma sapere che va bene non essere d’accordo con le critiche.

Quello che i consumatori immaginano possa accadere all’interno degli allevamenti è decisamente peggiore di quello che realmente accade” ha concluso Mitchell; quindi è importante per l’industria invitare il pubblico a conoscere la realtà.

Fonte WattAgNet