I programmi per la riduzione degli antibiotici richiedono tempo

Cage-free, free-range e antibiotic-free sono termini molto familiari per l’industria avicola e se da una parte cresce la domanda dei consumatori per questo tipo di prodotti, dall’altra il settore sta lavorando sodo per soddisfare l’appetito del mondo.

La fiducia dei clienti è fondamentale, ma nessuno dei cambiamenti richiesti può essere fatto in un giorno. Così come per ogni evoluzione o cambiamento esiste una curva di apprendimento, e anche per una produzione senza antibiotici ci vorrà del tempo per renderla operativa, anche se molti produttori sembrano già pronti.

Cambiare un paradigma di 60 anni è abbastanza difficile” ha dichiarato il dottor Steve Collett, professore associato clinico presso il Centro di diagnosi e ricerca avicola dell’Università della Georgia “Lo sviluppo finora è stato abbastanza lento, ma da quello che ho visto nel corso dell’ultimo anno, l’industria sta facendo passi da giganti. Le aziende molto grandi stanno aggiungendo molte tecnologie e si cominciano a vedere ottimi risultati“.

Per dare ai consumatori ciò che vogliono, i produttori utilizzano metodi innovativi per rimanere sostenibili. Quello che molti hanno scoperto è che, per tenere il passo con la domanda, non si devono semplicemente eliminare gli antibiotici. È necessario un programma completo di salute dell’intestino, e questo implica più del semplicemente utilizzo di un componente o l’adozione di una specifica pratica.

Negli allevamenti commerciali le strategie per migliorare la salute dell’intestino devono essere economiche, sostenibili, specifiche e olistiche. L’adozione/selezione dei prodotti deve essere scientifica e pratica, e ogni intervento deve rispondere ad un obiettivo specifico. Sono necessari approcci personalizzati alla salute, tenendo conto del fatto che i principi di buona gestione delle risorse sono fondamentali, così come lo sono i programmi completi e non i prodotti.

Fonte WattAgNet