I nuovi voucher della Manovrina

Nella recente Legge 21 giugno 2017, n. 96, di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative  a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 23 giugno 2017 –  S.O. n. 31, sono contenute alcune novità in materia di lavoro.

In particolare la Nuova disciplina delle prestazioni occasionali (art. 54-Bis) che nonostante la legge sia in vigore dal 24 giugno u.s., per essere utilizzabili dovranno attendere l’operatività della Piattaforma Inps disponibile sul sito www.inps.it (servizio “Prestazioni occasionali”) attraverso cui dichiarare tali rapporti.

Nell’attesa l’INPS ha emanato una Circolare (n. 107 del 5 luglio 2017) con cui si forniscono dei primi chiarimenti applicativi con diversi passaggi degni di nota tesi a chiarire alcuni dubbi che emergono dalle disposizioni di legge.

La disciplina sulle prestazioni occasionali si articola nel “Libretto di famiglia” e nel “Contratto di prestazione occasionale” che sono messi a disposizione rispettivamente delle famiglie e soltanto dei datori di lavoro con al massimo 5 lavoratori a tempo indeterminato. Sono esclusi alcuni settori tra cui l’edilizia, mentre per le imprese agricole esistono specifiche regole.

Sono strumenti con connotati molto diversi rispetto ai vecchi voucher abrogati, come noto, dal 17 marzo u.s. fatta salva la possibilità di utilizzare fino a fine anno i buoni acquistati prima di quella data.

Tuttavia occorre ricordare che vi sono anche disposizioni già contenute nella versione originaria del decreto-legge in materia di decontribuzione dei premi di produttività (art. 55), DURC (art. 54), APE SOCIALE e trattamenti pensionistici per i lavoratori precoci (art. 53).

ART. 54-BIS – DISCIPLINA DELLE PRESTAZIONI OCCASIONALI
Le nuove norme risultano complesse e articolate. Ciò detto, seguendo indicativamente l’ordine dei commi, il nuovo quadro regolatorio delle prestazioni occasionali, risulta il seguente:

In primo luogo, il legislatore definisce – comma 1 – la nozione di prestazioni occasionali sulla base di 2 parametri, uno di natura temporale, l’altro di tipo economico, intendendo per tali quelle attività che nell’arco dell’anno civile (1 gennaio-31 dicembre di ogni anno) non superano:

  1. per ciascun prestatore 5.000 euro complessivi, riferiti alla totalità degli utilizzatori;
  2. per ciascun utilizzatore (di tali prestazioni occasionali) 5.000 euro con riferimento alla totalità dei prestatori;
  3. per il lavoro reso da ciascun prestatore in favore dello stesso utilizzatore un massimo di 2.500 euro.

Si tratta di limiti ben più stringenti dei tetti validi per i vecchi voucher.

Come per i vecchi voucher, tali somme vanno intese al netto degli oneri previdenziali e assicurativi (INPS e INAIL) e dei costi di gestione.

Con il comma 8 si detta un regime di maggior favore per i compensi versati ad alcune ben determinate categorie di prestatori che, ai fini della determinazione del solo tetto imposto a ciascun utilizzatore (lett. b), saranno conteggiati non per intero ma solo per un 75% degli importi: titolari di pensione di vecchiaia/invalidità; under 25 regolarmente iscritti presso istituto scolastico/università; disoccupati disponibili a lavorare; percettori di ammortizzatori sociali, del reddito di inclusione (REI) o di altre prestazioni di sostegno al reddito.

Sempre in termini generali, il comma 3 prevede, come per i vecchi buoni, l’applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza previste dal T.U. 81/2008, ma diversamente dal passato adesso al prestatore spettano gli stessi diritti previsti per un normale lavoratore subordinato dalla legge 66/2003 artt. 7-8-9 in termini di: riposo giornaliero (in generale 11 h tra una prestazione e l’altra), pausa (almeno 10 minuti oltre 6 h lavorative), riposo settimanale (24 h consecutive)

Una significativa novità consiste nell’aver espressamente specificato (comma 5) che non sono ammesse prestazioni occasionali rese da soggetti con cui l’utilizzatore abbia in corso o abbia avuto nei 6 mesi precedenti qualsiasi rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Il comma 6, invece, identifica distintamente 2 tipologie di utilizzatori delle prestazioni occasionali: il Libretto di Famiglia (“LF”): per le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa; il Contratto di prestazione occasionale (“Cpo”): praticabile dagli altri utilizzatori che non siano persone fisiche (professionisti, lavoratori autonomi, imprenditori, associazioni, fondazioni, altri enti di natura privata).

In  linea generale in agricoltura è vietato ricorrere al Contratto di prestazione occasionale a meno che, fermo restando il limite di 5 lavoratori a tempo indeterminato, le prestazioni vengano rese dalle stesse tipologie di soggetti previste dal comma 8, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Inoltre, rispetto al computo dei 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato la circolare INPS (par. 6.2) precisa che bisognerà assumere a riferimento il semestre che va dall’ottavo al terzo mese che precede lo svolgimento della prestazione.

In termini operativi (comma 9) utilizzatore e prestatore devono preventivamente registrarsi sulla nuova Piattaforma Informatica dell’Inps, che supporterà le operazioni di erogazione/accreditamento dei compensi (pagabili anche con F24) e di valorizzazione della posizione contributiva del lavoratore.

Per il Contratto di prestazione occasionale particolarmente rilevante è l’introduzione (comma 16) di una misura minima oraria del compenso pari a  9 euro netti, non applicabile al settore agricolo per cui vale invece il compenso minimo orario previsto dalla contrattazione collettiva di riferimento.

Al compenso minimo orario si aggiunge, oltre agli oneri di legge (oneri di gestione, Inps, Inail) un ulteriore vincolo dato dall’impossibilità di compensare il prestatore con meno di 36 €, a prescindere dalle ore di lavoro eseguite e ovviamente, coerentemente con il valore orario minimo di 9 €, non superando le 4 ore (fatti salvi i diversi valori economici che si determinando nel settore agricolo seguendo la stessa logica). Conseguentemente, il vero valore minimo dei nuovi buoni è di 36 €. per 4 ore di lavoro consecutive. Non è autorizzabile nessuna frazione delle 4 ore, anche se materialmente il lavoratore ne dovesse fare meno.

In base al comma 17, almeno 60 minuti prima dell’avvio della prestazione l’utilizzatore del contratto di prestazione occasionale dovrà effettuare una comunicazione preventiva attraverso la piattaforma informatica INPS o il contact-center. Tale comunicazione, che ricalca fondamentalmente quella in uso per i vecchi voucher, ma che dovrà essere indirizzata all’INPS e non più al competente Ispettorato territoriale del lavoro.

In base al comma 19, il compenso destinato al prestatore gli verrà concretamente accreditato dall’INPS sul suo conto il giorno 15 del mese successivo a quello in cui sono state svolte le prestazioni, e contestualmente l’Istituto procederà all’accreditamento dei contributi previdenziali sulla sua posizione contributiva e a trasferire all’INAIL i premi assicurativi versati a suo nome.

Fonte Confcooperative