I mangimi importati potrebbero trasportare virus

Secondo un recente studio i virus che attaccano diverse specie di bestiame possono sopravvivere nei mangimi e “il virus giusto associato con l’ingrediente giusto” può causare la trasmissione dai paesi di provenienza dei mangimi importati.

Secondo quanto si legge nel rapporto, l’epidemia di afta epizootica che nel 1997 ha colpito Taiwan è costata 379 milioni di dollari e ha provocato la perdita del 40% dei suini del paese. Nel 2001, l’afta epizootica nel Regno Unito è costata quasi 18,4 miliardi di dollari e ha provocato l’abbattimento di 7 milioni di animali. E sembra che sia stato proprio il mangime il vettore attraverso il quale sono entrati negli Stati Uniti i virus enterici del coronavirus suino, tra cui il virus della diarrea epidemica dei suini (PED) e il coronavirus delta.

In questo studio sono stati esaminati 11 virus, tra cui quelli dell’afta epizootica, della peste suina classica, della peste suina africana, dell’influenza A dei suini, della sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini e il circovirus suino di tipo 2. Lo studio ha valutato la sopravvivenza degli agenti patogeni negli ingredienti per mangimi importati negli Stati Uniti attraverso le vie Trans-Pacifiche o Trans-Atlantiche.

Il modello Trans-Pacifico è stato utilizzato per valutare la sopravvivenza di 10 virus endemici provenienti dall’Asia, in particolare dalla Cina. Il modello transatlantico è invece stato utilizzato per il virus della peste suina africana, che si è diffuso in tutto il Caucaso, nell’Europa orientale ed è ora endemico negli stati baltici.

I ricercatori hanno simulato le condizioni di temperatura e umidità cui è sottoposto un ingrediente sulle due diverse tratte, ad esempio dalla Cina agli Stati Uniti del Midwest. In particolare sono stati valutati 11 ingredienti per mangimi animali, o prodotti di origine animale, importati negli Stati Uniti e provenienti dall’Asia e/o dall’Europa orientale: farina di soia biologica e convenzionale, pasti di soia, DDGS, cloridrato di lisina, vitamina D, cloruro di colina, cibo per gatti umido, cibo per cani umido, cibo per cani secco e budello di salsiccia di maiale naturale.

Lo studio ha permesso di testare 1.232 campioni. Tra i virus studiati, 7 sono rimasti vitali in due o più ingredienti. I ricercatori hanno osservato che c’è stata un’ampia variazione nella vitalità. Lo studio ha anche scoperto che gli ingredienti del mangime possono essere la ragione per cui i virus sopravvivono: con l’eccezione del virus della peste suina africana, gli altri non sopravvivono senza uno specifico ingrediente alimentare.

Secondo gli autori dello studio i risultati confermano le loro precedenti scoperte sulla sopravvivenza di del virus della diarrea epidemica suina nei mangimi per animali. “Questi risultati supportano l’ipotesi che gli ingredienti dei mangimi contaminati, potrebbero servire come veicoli per il trasporto di agenti patogeni virali tra regioni, paesi o continenti. La cosa più importante è che i nostri risultati ampliano il campo di applicazione e sottolineano la necessità di migliorare la”biosicurezza dei mangimi presenti nei prodotti importati destinati all’alimentazione animale“.

Fonte All About Feed