I grassi allungano la vita

Lo conferma una ricerca effettuata su oltre 135 mila persone in 5 continenti, appartenenti a diverse classi di reddito e seguiti per sette anni, che ha dimostrato che un moderato apporto di grassi, frutta e verdura, evitando i carboidrati, è associato a un più basso rischio di morte.

I benefici di frutta e verdura, e la necessità di non eccedere con i carboidrati, sono cose già note. Ma i ricercatori del Population Health Research Institute (PHRI) di Hamilton, in Canada, hanno scoperto che chi aggiunge grassi pari a circa il 35 per cento dell’energia assunta, tende a vivere più a lungo rispetto a chi li evita del tutto.

In Italia, le attuali linee guida dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione ne consigliano una quantità pari al 20-25% delle calorie complessive. In una dieta da 2.100 calorie dunque, corrispondono a 46-78 grammi. In base allo studio potremmo arrivare invece a più di 100 grammi.

I dati, pubblicati sulla rivista Lancet, dimostrano che il consumo di grassi non è associato a gravi patologie cardiovascolari. E tutte le categorie hanno lo stesso benefico effetto: grassi saturi, insaturi e poli insaturi. L’introito di grasso e il tipo non risultano associati con attacchi di cuore o morti per patologie cardiocircolatorie.

In compenso, spesso la riduzione dei grassi nella dieta corrisponde a un aumento nel consumo dei carboidrati. Sempre secondo la ricerca, popolazioni come quelle dell’Asia meridionale che non consumano molti grassi, ma molti carboidrati, hanno tassi di mortalità più alti.

Il suggerimento di non avere paura dei grassi nella dieta viene confermato anche da un’altra ricerca, pubblicata sulla rivista Cell Metabolism e condotta da un gruppo della UC Davis School of Veterinary Medicine, secondo la quale una dieta ricca di grasso, anche detta dieta chetogenica, non solo influisce positivamente sulla longevità, ma migliora la memoria e regala forza.

I dati sono sorprendenti” ha detto il nutrizionista Jon Ramsey, uno dei principali autori. “Ci aspettavamo qualche differenza, ma siamo rimasti sorpresi dal valore, il 13% in più nella lunghezza della vita media nei topi soggetti all’esperimento, ai quali sono stati dati più grassi e meno carboidrati. Negli uomini questo si traduce in 7-10 anni in più. Soprattutto abbiamo dimostrato che si tratta di anni in cui si gode di ottima salute”.

La dieta chetogenica si basa sul principio che quando l’introito di carboidrati è basso, il corpo smette di usare il glucosio come fonte principale di energia e brucia i grassi producendo chetoni per avere lo stesso effetto. Gli effetti riscontrati sui topi, ma paragonabili agli umani, dimostrano che porta inoltre a maggiore forza e coordinamento muscolare, previene le infiammazioni legate all’aumento di età e ha un’influenza anche sui tumori.

Per quanto riguarda la frutta e la verdura, è stato visto che il minore rischio di morte è associato a un consumo crudo, rispetto a chi consuma i vegetali cotti. E per quanto riguarda i legumi, usati da molte popolazioni asiatiche, africane e sudamericane, mangiarne una porzione al giorno abbassa i rischi di patologie cardiache.

Ma quando si parla di grassi è impossibile non ricordare il famigerato colesterolo. Molte persone stanno attente proprio per questo motivo. Ma in uno studio pubblicato su The Lancet Diabetes and Endocrinology, lo stesso gruppo di ricerca, sempre basandosi su indagini con grandi numeri di persone, ha trovato che che le analisi dei livelli di LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”, in realtà non predicono correttamente gli effetti sul cuore dei grassi saturi. E’ molto più consigliabile indagare sulle apolipoproteine (ApoB e ApoA1), che danno molte più indicazioni sui rischi di arteriosclerosi e infarto.

Fonte Business Insider