I dati sul commercio di Istat

Secondi gli ultimi dati forniti da Istat, rispetto a gennaio 2017 (dati destagionalizzati), le vendite di prodotti alimentari registrano una flessione dell’1,1% in valore e del 2,0% in volume; per i beni non alimentari, si osserva un lieve aumento dello 0,1% in valore e una variazione nulla in volume.

Nel trimestre dicembre 2016 – febbraio 2017 si registra una variazione congiunturale positiva per il valore del totale delle vendite (+0,3%), sintesi di un incremento dello 0,7% che ha riguardato le vendite di prodotti alimentari e di una variazione nulla rilevata per le vendite di prodotti non alimentari. Con riferimento allo stesso periodo, il volume del totale delle vendite mostra una variazione negativa dello 0,2%, che risulta da una flessione dello 0,7% per le vendite di prodotti alimentari e, anche in questo caso, da una variazione nulla per i prodotti non alimentari.

FORMA DISTRIBUTIVA – Rispetto a febbraio 2016 il valore delle vendite al dettaglio diminuisce sia per la grande distribuzione (-1,0%), sia per le imprese operanti su piccole superfici (-1,1%). Nella grande distribuzione le vendite registrano variazioni negative in entrambi i settori merceologici: -1,2% per i prodotti alimentari e -0,8% per quelli non alimentari. Anche i dati relativi alle imprese operanti su piccole superfici hanno mostrato risultati simili, registrando un calo dell’1,4% per i prodotti alimentari e dell’1,1% per quelli non alimentari. Con riferimento alla tipologia di esercizio della grande distribuzione, a febbraio 2017 il valore delle vendite al dettaglio segna una diminuzione dell’1,2% per gli esercizi non specializzati e un incremento dello 0,3% per quelli specializzati. Tra i primi, diminuisce il valore delle vendite sia degli esercizi a prevalenza alimentare (-1,2%) sia degli esercizi a prevalenza non alimentare (-0,5%). In particolare, per gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, si rileva una flessione generalizzata del valore delle vendite che si attesta all’1,1% per i Supermercati, all’1,2% per i Discount, e all’1,5% per gli Ipermercati.

VARIAZIONE TENDENZIALE – Con riferimento alla variazione tendenziale del totale registrata nel mese di febbraio 2017, risulta negativo il contributo di entrambi i settori merceologici (-0,469 punti percentuali per i prodotti alimentari e -0,565 punti percentuali per i prodotti non alimentari). In modo analogo, è negativo il contributo per entrambe le forme distributive (-0,479 punti percentuali per la grande distribuzione e-0,555 punti percentuali per le imprese operanti su piccole superfici).

Fonte Istat