I consumatori preferiscono le uova fuori gabbia o free range?

Austin Alonzo .  Da quando ha iniziato a scrivere per Egg Industry, Austin Alonzo, giornalista specializzato che lavora per Watt Global Media, si è trovato spesso a parlare di uova prodotte fuori gabbia. Un argomento per lui molto interessante, ma molto meno per tante altre personel. Nelle sue conversazioni con persone non addette ai lavori si è sorpreso della comune ignoranza nei confronti di alcuni argomenti, che era spesso accompagnata, però, da una difesa appassionata delle posizioni relative all’alimentazione e al benessere animale.

Una notte, mentre guardava le notizie locali di Kansas City, ha visto in TV una pubblicità che promuoveva le uova prodotte fuori gabbia da Grocers Natural. Nello spot da 15 secondi, si vedono le immagini di galline allevate in gabbia e lo speaker chiede “Preferisci che le tue uova arrivino da qui?”. Di colpo l’immagine cambia repentinamente e viene mostrato un enorme spazio verde e due donne in salopet jeans che chiedono “O da qui?”.  Qualche settimana dopo ha visto, su una interstatale, un cartellone pubblicitario dello stesso tipo.

Gli annunci erano appunto di Grocers Natural, una società quotata alla Borsa di New York come Grocers Naturals by Vitamin Cottage, Inc., una società del Colorado, fondata nel 1955 che attualmente gestisce 136 negozi presenti in 19 Stati. Nel rapporto annuale 2016 della società si legge che dal 2012 le vendite sono passate da 336 a 706 milioni di dollari. Nello stesso periodo, il reddito netto è salito a 11,4 milioni di dollari.  Nell’ottobre 2016, la catena ha cominciato a vendere solo uova free-range provenienti “da polli che non solo sono fuori gabbia, ma che hanno anche spazio sufficiente per muoversi“, spingendo ancora oltre la precedente politica di vendere solo uova fuori gabbia. Ma una produzione fuori gabbia su larga scale potrebbe sembrare ingannevole.

In uno statement della società si legge: “Le nuove strutture senza gabbia potrebbero trasformarsi in qualcosa di poco differente da impianti terra-cielo che permettono alle galline un po’ di libertà di movimento, ma di fatto inglobano centinaia di migliaia di galline in un unico capannone. Noi non crediamo che questa soluzione sia quello che hanno in mente i consumatori quando acquistano un cartone di uova prodotte fuori gabbia”.

Sebbene Natural Grocers sia una realtà relativamente piccola, l’operazione fatta, così come il linguaggio della sua dichiarazione annuale, sta a significare che la società sente la pressione proveniente dall’opinione pubblica nei confronti del biologico, dei prodotti naturali, da quelli free-from.

A quanto pare, dato che le uova fuori gabbia stanno diventando standard, i consumatori dovranno avere sempre più rassicurazioni sulla loro provenienza. Ma questo potrebbe diventare preoccupante per i produttori di uova perché spesso sono gli attivisti del benessere degli animali a spingere all’azione gli amministratori delegati delle società agricole. Ma di fatto, il consumatore medio, uniforme e apatico cosa preferirà? Uova più convenienti da galline ospitate in gabbie arricchite o da galline fuori gabbia, o uova più costose? Se l’industria delle uova, insieme ai suoi allevatori, non comincia a educare i consumatori sull’origine e sui meriti dei suoi prodotti, allora gli attivisti continueranno a spingere verso obiettivi estremi e spesso irraggiungibili.

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