I casi di influenza aviaria nel mondo

In Europa torna la preoccupazione per l’influenza aviaria. Nell’ultima settimana infatti, sono stati segnalati nuovi focolai di influenza aviaria altamente patogenica (HPAI) in alcuni allevamenti avicoli di Italia, Russia e Bulgaria, mentre alcuni uccelli selvatici sono risultati positivi in Germania e Cipro.

In Italia sono stati rilevati 3 nuovi casi di influenza aviaria in Lombardia, all’interno di un allevamento commerciale di Brescia con 16.000 anatre, un piccolo allevamento di 152 ovaiole a Milano e un piccolo allevamento di animali da cortile a Bergamo.

Dopo un’assenza di circa sei mesi, l’HPAI sembra riemergere anche in Bulgaria. La variante H5 del virus è stata individuata a metà ottobre in 2 allevamenti, comportando la perdita di circa 10.000 capi di pollame nel nord-est del paese. Pochi giorni dopo altri 148 capi sono stati abbatturi nella provincia centrale-meridionale di Haskovo.

A partire da dicembre 2016 lo stesso virus è stato rilevato in maniera intermittente nel pollame russo e la scorsa settimana il ministero dell’agricoltura del paese ha informato l’OIE della presenza di un nuovo focolaio che avrebbe colpito un allevamento di quasi 2.000 capi in un villaggio nella regione di Rostov.

Il virus H5N8 è stato recentemente rilevato anche in Germania e nell’isola mediterranea di Cipro su alcuni uccelli selvatici, aumentando le preoccupazioni circa un ritorno del virus in Europa legato alle popolazioni di uccelli migratori. A metà ottobre un’anatra selvatica è trovata morta nello stato tedesco della Bassa Sassonia è risultata positiva al virus e il ministero cipriota dell’agricoltura ha riferito all’OIE che un altro uccello migratore, trovato morto, era risultato positivo.

Dopo tre mesi dall’ultimo caso di HPAI, la scorsa settimana il ministro francese dell’agricoltura Stéphane Travert ha dichiarato il paese libero dalla malattia. Tra la fine del 2016 e giugno di quest’anno si erano verificati nel paese numerosi focolai legati al virus H5N8. Il ministro ha accolto con favore la notizia dichiarando che il Giappone è stato il primo mercato ad annunciare la riapertura dei confini ai prodotti avicoli francesi. Travert ha inoltre segnalato l’avvio di un programma di compensazione di 20 milioni di euro per aiutare gli allevatori colpiti dall’epidemia di H5N1 del 2015, e ha annunciato il lancio di una campagna di informazione sulle misure di biosicurezza necessarie a contrastare il ritorno della malattia nel settore avicolo del paese.

L’agenzia di stampa del governo del Sud Africa ha riferito che, al fine di proteggere i consumatori e sostenere i produttori avicoli del paese, il Dipartimento dell’agricoltura ha avviato una serie di consultazioni con i principali soggetti interessati. Ad oggi, la variante H5N8 del virus HPAI è stata confermata in 92 aree. Tra le misure di controllo in esame vi è una campagna di vaccinazione che nel breve termine probabilmente ridurrà gli effetti della malattia, ma potrebbe influire sulle esportazioni a lungo termine: per cui questo tipo di intervento sarà considerato temporaneo. Si stanno inoltre sviluppando linee guida per compensare gli allevatori i cui animali e uova non infetti sono stati distrutti per contenere la malattia. Per affrontare le attuali carenze del paese, il dipartimento ha avviato una serie di incontri con il settore industriale per verificare una possibile fornitura di uova da cova dall’estero.

In Africa occidentale, l’autorità veterinaria del Togo ha informato l’OIE di aver risolto un precedente caso di HPAI. Nel mese di giugno, un allevamento commerciale di ovaiole era risultato positivo al ceppo H5N1, ma da allora non sono stati rilevati altri casi.

Anche le autorità veterinarie del Vietnam hanno dichiarato di aver risolto il singolo caso rilevato a settembre legato alla variante H5N6.

Il ministero della agricoltura della Cina ha segnalato all’OIE che, nella seconda settimana di ottobre, il virus è stato rilevato in un allevamento di oltre 45.000 polli nella provincia di Anhui. A causa del focolaio sono morti oltre 15.000 capi, e gli altri sono stati abbattuti per contenere il contagio. Una precedente epidemia era stata rilevata ad agosto in quaglie domestiche nella provincia di Guizhou.

Fonte WattAgNet