I broiler a crescita lenta sono meno sostenibili?

Lo statunitense National Chicken Council ha invitato i consumatori, il settore della ristorazione e quello del retail, nonché le organizzazioni non governative a investire nello studio relativo all’impatto che avrà negli Stati Uniti il mercato dei polli da carne acrescita lenta“.

Il NCC ha avviato un nuovo dettagliato studio sulle implicazioni ambientali, economiche e di sostenibilità relative all’allevamento di polli a crescita più lenta, rivelando un forte aumento dei prezzi di produzione e un maggiore uso di risorse ambientali, tra cui acqua, aria, carburante e terra. Il National Chicken Council invita tuttavia a ulteriori ricerche sull’impatto sanitario dei tassi di crescita dei polli, al fine di garantire che il futuro della salute e del benessere degli avicoli si fondi sulla ricerca e sui dati scientifici.

Il National Chicken Council e i suoi membri sono sempre attenti al benessere dei pollo, al miglioramento continuo e al rispetto delle necessità dei consumatori: non ultima la crescente richiesta di broiler a crescita più lenta“, ha detto Ashley Peterson, Vice presidente degli affari scientifici e normativi di NCC “Ma questi miglioramenti devono essere dettati dalla scienza e dei dati, non dalla retorica emotiva, ed è per questo che chiediamo ulteriori ricerche sul tema del benessere e dei tassi di crescita“.

Se solo un terzo dei produttori di broiler commutassero la produzione in razze a crescita più lenta, per produrre la stessa quantità di carne attualmente prodotta, ogni anno sarebbero necessari quasi 1,5 miliardi di avicoli in più. Secondo il NCC questo richiederebbe, ogni anno, un impegno di altri 670.000 rimorchi di mangime, un impegno extra di 7,6 milioni di acri di terra, e sarebbe necessario smaltire altri 28,5 miliardi di chili di letame.

Se l’industria non potesse produrre gli altri 1,5 miliardi di capi, necessari a soddisfare la domanda attuale, secondo NCC la fornitura di pollo si ridurrebbe in modo significativo, togliendo dal mercato statunitense 27,5 miliardi di porzioni; il che comporterebbe un aumento dei prezzi e una riduzione dell’offerta disponibile per l’esportazione.

Non sappiamo se l’allevamento di polli a crescita più lenta aiuterebbe i progressi in materia di salute e benessere, ed è per questo che il NCC ha espresso il suo sostegno all’US Poultry and Egg Association per finanziare la ricerca in questo campo” ha specificato Peterson “Quello che sappiamo è saranno necessari compromessi, e che è importante prendere in considerazione non solo il benessere del pollo, ma anche la sostenibilità, e la necessità di fornire ai consumatori cibo sicuro e conveniente. Non ci sono benefici misurabili in termini di benessere animale se prima non rispondiamo a queste necessità. La ricerca ci aiuterà a identificare eventuali conseguenze impreviste“.

Fonte The Poultry Site
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