Hong Kong e Cina limitano le importazioni avicole provenienti dai paesi colpiti dall’aviaria

Nei giorni scorsi Hong Kong  e la Cina hanno sospeso le importazioni di carne di pollame e di uova da parti di Stati Uniti, Messico e Francia, tutti paesi che hanno rilevato focolai di influenza aviaria.

Il Messico ha segnalato all’Organizzazione per la salute animale (OIE) due casi di influenza aviaria ad alta patogenicità H7N3 nella parte centrale del paese. Il virus ha ucciso oltre 1.300 dei 1.900 polli del Rhode Island Red nello stato di Guanajuato. Tutti gli uccelli presenti nell’allevamento sono stati abbattuti per evitare il diffondersi dell’epidemia. Un secondo focolaio è stato rilevato nel vicino stato di Queretaro, causando la morte di 26 capi.

Gli Stati Uniti hanno segnalato un secondo caso di influenza aviaria a bassa patogenicità, ceppo H7. Questo ultimo focolaio è stato identificato in Texas durante i test pre-macellazione che hanno interessato un allevamento di broiler nella contea di Hopkins, nella parte nord-orientale dello stato. Nell’allevamento era stato notato un leggero aumento della mortalità e un calo della produzione di uova. L’impianto avicolo si trova a circa 350 miglia a sud della contea di Jasper, nel Missouri, dove la scorsa settimana erano stati segnalati dei casi di aviaria a bassa patogenicità, ceppo H7N1, in un allevamento commerciale di tacchini.

Stop anche le importazioni di prodotti a base di pollame dalla Francia dopo un recente caso di aviaria a bassa patogenicità, H5N2, registrato nella provincia del Landes sudoccidentale francese.

Nel frattempo, nei Paesi Bassi è stato individuato un focolaio di aviaria in un allevamento di anatre a Leidijk a Kamperveen, che si ritiene legato ai focolai di influenza aviaria del 2014 e del 2016. La portavoce degli allevatori avicoli olandesi Hennie de Haan ha dichiarato ai media locali che si tratta di “una notizia orribile. Speravamo che la faccenda potesse ritenersi archiviata. In questo periodo gli uccelli migratori hanno già lasciato i nostri territorio e quindi anche il rischio di influenza aviaria sembrava scongiurato”.

Fonte Poultry World