Gli avicoltori indiani protestano contro le nuove tariffe sulle carni

Gli avicoltori e gli operatori del settore avicolo dello stato indiano di Kerala hanno minacciato un’azione di protesta contro l’ultima strategia delle autorità relativa alle tariffe sulla carne di pollo. Secondo il giornale The Hindu, il settore avicolo intende andare contro le imposizioni governative e vendere i propri prodotti a un prezzo più elevato, o addirittura oltre il confine statale.

Il presidente dell’Associazione degli avicoltori e dei commercianti avicoli del Kerala, Maithen Picha Rawther, ha dichiarato che il prezzo di vendita al pubblico per il pollo, pari a 87 Rupie indiane (1,35 dollari) al chilo, non copre nemmeno il costo di produzione, di circa 90 Rupie, e che i commercianti non hanno alternativa se non riaprire i loro negozi e vendere la carne a 135 rupie (2,09 dollari) al chilo.

Lo stato confinante Tamil Nadu ha patito un lungo periodo di calore e siccità, che ha portato a una carenza di polli. Gli allevatori ricevono circa 115 rupie per chilo e i produttori di Kerala, se il governo non rivedrà la sua posizione sui prezzi, stanno pensando di vendere a Tamil Nadu la loro carne per ottenere un prezzo più elevato.

In India il controllo del governo statale non è l’unico fattore che influenza il prezzo dei polli. Secondo una recente relazione dell’Economic Times i redditi crescenti e la crescente popolarità del pollo nel settore della ristorazione hanno contribuito a incrementare la domanda di pollo in tutto il paese, ad un tasso pari a 15-18% all’anno negli ultimi anni. E sebbene la produzione sia aumentata, lo ha fatto ad un tasso del 10-12%.

Come riportato dal Financial Express, in India, dal 1 luglio, è stata introdotta un’imposta sul servizio generale (GST) per sostituire molte imposte statali e nazionali. Questa politica economica ha portato a variazioni del tasso d’imposta su molti beni e servizi. Sebbene gli alimenti di base, tra cui le carni fresche, il pollo e le uova siano ancora esenti da imposta, sugli alimenti confezionati viene applicata una tassa del 5% e sui prodotti di carne congelati quella del 12%.

Queste modifiche fiscali, tuttavia, riguardano indirettamente gli allevatori avicoli indiani. Un membro della Telegana Poultry Federation ha dichiarato a The Hans India che l’introduzione della GST ha aumentato i costi di trasporto di alcuni ingredienti destinati ai mangimi animali, come la soia e il mais, e i proprietari degli incubatoi hanno detto che la tassa è il motivo di un recente aumento dei prezzi dei pulcini.

Fonte WattAgNet