Gli allevatori di riproduttori raccontano un’avvincente storia di sostenibilità

Se le persone comprendessero veramente la scienza alla base della moderna genetica del pollame, sarebbe meno giustificato il movimento a favore delle razze di broiler a crescita lenta. Lo ha detto,parlando all’Animal Agriculture Alliance Stakeholders Summit 2018, Alison van Eenennaam, specialista in genomica e biotecnologia degli animali dell’Università della California-Davis, affermando che gli allevatori zootecnici, e tra questi quelli avicoli, possono raccontare “la più convincente storia di sostenibilità di tutti i tempi“.

Ma gli oppositori del moderno allevamento animale stanno dipingendo un quadro negativo delle razze da carne utilizzate oggi nell’industria, e sostengono il passaggio ai polli da carne a crescita lenta, simili a quelli utilizzati nell’industria negli anni ’50.

Sono molto preoccupata dell’abbandono della scienza da parte dell’opinione pubblica, e anche purtroppo da alcuni marchi del settore agricolo” ha detto van Eenennaam. La professoressa ricorda che tra il 1957 e il 2001 il peso di un broiler di 8 settimane è aumentato da 0,81 kg a 3,14 kg, e circa l’80% di questo aumento è stato raggiunto grazie alla selezione genetica . Ma contrariamente a quanto alcuni sono portati a credere, tutti questi passi in avanti sono stati fatti tenendo sempre presente il benessere dell’animale.

Le razze di broiler comunemente usate oggi sono un perfetto esempio di equilibrio tra produttività e benessere. Secondo van Eenennam, nell’ambito dell’attuale programma di allevamento di riproduttori di polli da carne l’efficienza della produzione di carne sta migliorando ad un ritmo del 2-3% all’anno; la quantità di tempo per far raggiungere a un broiler il peso di 5 libbre è ridotta di 0,74 giorni all’anno; la produzione di carne per un broiler di 5 chili aumenta dello 0,5% all’anno; i rapporti di conversione del mangime diminuiscono di 0,025 all’anno; la vivibilità migliora lo 0,22% all’anno; i tassi di condanna diminuiscono dello 0,7 percento all’anno.

Dal punto di vista della sostenibilità secondo me si tratta di una vittoria tripla: possiamo produrre in modo più efficiente, più economico e con un maggiore benessere degli animali. In base a questi parametri la sostenibliità sta migliorando”:

Se l’industria avicola non avesse migliorato la sua genetica, per produrre la stessa quantità di prodotti a base di pollo consumati ogni anno, sarebbe necessario aggiungere al sistema produttivo circa 18 miliardi di capi.

Secondo van Eenennaam, Whole Foods Market è una delle principali aziende che sta guidando l’adozione di razze a crescita lenta. Ha citato Theo Weening, il buyer internazionale di Whole Foods, secondo il quale il pollo a crescita lenta “è migliore e più sano, e allo stesso tempo è anche molto più saporito“.

Il primo aspetto messo in discussione è il fatto che un pollo che cresce più lentamente sia più sano. “Perché dovrebbe essere migliore in termini di benessere crescere meno di 50 grammi al giorno per 58 giorni, piuttosto che crescere di 61 grammi per 44 giorni?” ha chiesto pubblicamente van Eenennaam e nessuno è stato in grado di risponderle.

Per quanto riguarda il migliore gusto attribuibile a un broiler a crescita lenta, van Eenenn ha sottolineato che secondo i criteri di Whole Foods il mangime fornito e le tecniche di produzione utilizzate non sono diverse rispetto a quelle della produzione moderna tradizionale. I clienti di Whole Foods in realtà, in un certo senso, affermano: “Sostengo un’agricoltura meno efficiente che però ha un’impronta ambientale maggiore. Bloccare l’innovazione dei nostri sistemi di allevamento creerà reali conseguenze. Ma questi gruppi commerciali spesso promuovono iniziative a favore della sostenibilità, e prendono decisioni non basate su dati oggettivi. E’ marketing ed è peggio”.

Fonte WattAgNet