Gli allevatori devono fare il possibile per garantire una buona igiene

Secondo il virologo Ron Fouchier, la biosicurezza è lo strumento più importante che settore avicolo può utilizzare per tenere a bada il virus dell’influenza aviaria.

La prevalenza del virus nei volatili selvatici è piuttosto alta, quindi la possibilità di introdurre il virus è superiore a quella del 2014. Attualmente sono stati colpiti già un gran numero di allevamenti, il che significa che aumenta anche la possibilità che il virus possa diffondersi all’interno di tutto il settore“.

Secondo Fouchier la parola da tenere sempre a mente è “biosicurezza. Gli allevatori devono fare in modo che le loro misure di igiene siano sempre in ordine. Sappiamo che questo tipo di virus è altamente contagioso e dobbiamo anche sapere che anche le migliori misure di biosicurezza potrebbero non essere sempre sufficienti. Possiamo solo fare del nostro meglio”.

In Europa sono state infettate un’azienda tedesca di grand parent e un allevamento di riproduttori dei Paesi Bassi, aziende con status di igiene di solito molto elevati. Ma è stato anche trovato un “gruppo di fischioni, di cui oltre il 10% infettato. Un piccolo uccello come questo può contenere fino a dieci milioni di particelle virali. E’ difficile stimare quante particelle virali sono necessarie per infettare un capannone. Quello che sappiamo per certo è che la quantità di virus nei volatili selvatici è abbastanza grande. Continuo a pensare che la diffusione del virus per via aerea sia il problema maggiore tra allevamenti avicoli molti vicini. Mentre non vi è alcuna prova di diffusione per via aerea tra gli uccelli selvatici, per i quali sembra che il principale percorso di infezione sia il contatto diretto. Non conosco le situazioni specifiche. Sebbene un allevamento di grand parent abbia di solito un livello di igiene molto alto, a volte è possibile commettere degli errori. Ho visto allevamenti avicoli con i nidi accanto alla presa d’aria, spesso un ricettacolo degli escrementi degli altri uccelli

In merito alla necessità di misure ulteriori, queste di solito “sono prese sulla base di considerazioni fatte anche attraverso la consulenza di scienziati, ma intervengono anche questioni economiche e, a volte personali. Per noi scienziati è facile dire che bisogna evitare ogni contatto tra allevamenti perché questo è uno dei modi più efficaci per prevenire la diffusione del virus. Ogni governo deve però prendere una decisione informata sulla base di interessi economici, sociali e scientifici. E’ anche molto facile dire che bisogna bloccare tutto, che non ci devono essere contatti tra gli allevatori avicoli, ma c’è differenza tra teoria e pratica. I risultati si raggiungono solo se tutte le persone coinvolte nel problema lavorano insieme“.

Fonte Poultry World