Gli accordi commerciali spingono verso l’alto le esportazioni e i posti di lavoro della Ue

Secondo un nuovo studio indipendente effettuato per conto della Commissione europea, gli accordi commerciali con Messico, Corea del Sud e Svizzera, hanno contribuito a incrementare le esportazioni agricole dell’UE e hanno sostenuto i posti di lavoro del settore agro-alimentare e di altri settori dell’economia. Lo studio mostra inoltre che gli accordi più recenti ed ambiziosi, come per esempio quello con la Corea, entrato in vigore nel 2011, hanno avuto un impatto positivo più elevato rispetto agli accordi meno completi e di vecchia data, come l’accordo UE-Messico del 2000.

Gli accordi hanno contribuito ad un aumento degli scambi in entrambe le direzioni, con un aumento delle esportazioni dell’UE e un aumento delle importazioni di prodotti provenienti da questi tre paesi, offrendo ai consumatori e alle imprese UE un maggiore accesso ai prodotti agro-alimentari.

Lo studio suggerisce che l’aumento delle importazioni ha avuto poco impatto sulla produzione interna dell’UE, perché di fatto sono state sostituite importazioni provenienti da altri paesi terzi o hanno soddisfatto un aumento del consumo comunitario.

Nello specifico nel 2013 l’accordo tra UE e Messico ha aggiunto 105 milioni di euro di esportazioni comunitarie agroalimentari (per lo più cibo trasformato e bevande), tre anni dopo che entrambi i paesi avevano rimosso alcune barriere commerciali. Lo studio ha individuato anche un nuovo potenziale per il settore agro-alimentare UE attraverso una ulteriore eliminazione delle tariffe e delle attuali barriere, che sarà presa in considerazione nei negoziati per aggiornare l’accordo stesso.

Nel 2015 (ultimo anno per cui sono disponibili i dati), l’accordo di libero scambio tra Corea e Unione europea (FTA) ha aggiunto 439 milioni di euro di esportazioni agroalimentari da parte della Ue, per lo più sotto forma di prodotti primari e materie prime.

Nel 2010 gli accordi commerciali tra UE e Svizzera relativi ai prodotti agricoli e prodotti agricoli trasformati hanno permesso di incrementare di 532 milioni di euro le esportazioni agroalimentari dell’UE, e anche in questo caso di tratta per la maggior parte di alimenti trasformati e bevande.

Insieme i tre accordi commerciali hanno contribuito a fare del 2016 un anno record per le esportazioni agroalimentari dell’UE che hanno raggiunto i 130 miliardi di euro, un aumento di 1,7 miliardi rispetto al 2015. I maggiori incrementi riguardano le spedizioni verso gli Stati Uniti (+ 1,26 miliardi di euro) e la Cina (+1,06 miliardi). Allo stesso tempo, il valore delle importazioni agroalimentari dell’UE è sceso dell’1,5% a 112 miliardi di euro.

Il settore agroalimentare ha rappresentato il 7,5% del totale delle esportazioni dell’UE nel 2016; il 6,6% di tutte le merci importate sono prodotti agro-alimentari. Con un surplus di 18,8 miliardi di euro il settore agroalimentare contribuisce quasi la metà del surplus commerciale dell’Unione europea, che supera di poco i 39 miliardi di euro.

Fonte Commissione europea