Fonti proteiche alternative per le ovaiole. Che c’è da sapere?

Sono sempre di più le alternative alle tradizionali fonti proteiche, che potrebbero essere utilizzate nelle diete delle ovaiole, ma la mancanza di conoscenza spesso non permette di fare le scelte migliori.

Le ovaiole sono considerate uccelli maturi, sia in termini di sviluppo digestivo, che per il fatto di essere animali onnivori e quindi possono consumare quasi tutti i possibili ingredienti. Tutte le galline ovaiole sono alimentate in maniera molto cauta, per evitare che vadano in sovrappeso. Ciò significa che la loro razione alimentare giornaliera è sempre al di sotto della loro potenziale capacità di ingestione massima, consentendo un leggero aumento della somministrazione se il mangime fosse meno denso di nutrienti, cosa che può accadere utilizzando ingredienti non tradizionali.

Allora cosa è necessario sapere per utilizzare al meglio ingredienti alternativi?

Composizione dei nutrienti – I due nutrienti più importanti sono le proteine e le fibre,ma è importante anche conoscere come questi valori vengono influenzati dal metodo impiegato per produrre gli ingredienti alternativi. Per esempio: quella che si potrebbe considerare come un tipico prodotto della farina di cotone potrebbe essere una cake di semi di cotone; nomi molto simili, ma due prodotti diversi.

Comprensione dei principali fattori antinutrizionali – I germogli di soia non sono l’unico ingrediente pieno di fattori anti-nutrizionali. Alcune fonti alternative di proteine possono avere una gamma diversa di fattori anti-nutrizionali o livelli molto diversi degli stessi fattori che spesso non vengono presi in considerazione nella farina di soia. La farina di cotone, per esempio, se non vengono adottate alcune misure specifiche durante la formulazione, può provocare la produzione di uova con un tuorlo verdastro,

Combinare con cautela gli ingredienti alternativi – Supponiamo, per esempio, che la farina di semi di cotone possa essere aggiunta fino al 10% nella dieta in fase tardiva. Ma la stessa percentuale è valida anche se la formula contiene anche farina di semi di colza? Oppure, dovremmo abbassarla visto che anche la colza è ricca di fattori anti-nutrizionali? Una domanda difficile, anche per la maggior parte dei nutrizionisti esperti.

Tenere sempre d’occhio le galline – Permettere una diversa assunzione giornaliere di mangime è sempre consigliabile se cambia il livello di energia dell’alimentazione. In altri casi i nutrizionisti potrebbero aver bisogno di aggiustamenti nel caso cambi il volume del mangime somministrato. In tutti i casi è sempre tenere d’occhio le proprie galline, controllandone la salute, e la produttività. Il controllo deve essere effettuato almeno nella prima settimana, per assicurarsi che consumino abbastanza mangimi e sostanze nutrienti per sostenerne la produttività, e quindi non soffrano di esposizione a fattori antinutrizionali che sono stati sottovalutati.

Fonte WattAgNet