Eurointerrogazioni sull’etichettatura a semaforo

Lo scorso 14 marzo l’europarlamentare Elisabetta Gardini ha presentato alla Commissione un’interrogazione con richiesta di risposta scritta relativamente alla cosiddetta etichettatura a semaforo.

Il Regno Unito ha da tempo introdotto questo sistema volontario di etichettatura degli alimenti che, oltre alle indicazioni nutrizionali, prevede informazioni sulle percentuali di sale, zuccheri, grassi e acidi grassi saturi in rapporto ai consumi giornalieri massimi accettabili ricorrendo appunto ai colori verde, giallo e rosso.

Una recente indagine di Nomisma ha valutato l’impatto fra il 2013 e il 2015 del sistema a “semaforo” (adottato dal 98 % della grande distribuzione in Gran Bretagna) su una serie di prodotti e ha evidenziato significative perdite di quote di mercato per diversi prodotti europei, come ad esempio il parmigiano reggiano, il prosciutto di Parma e il formaggio brie francese.

La Gardini vuole sapere se la Commissione ha aperto o intende aprire una procedura d’infrazione; come intende porre rimedio a questa situazione che sta apportando gravi danni soprattutto ai prodotti tradizionali; come intende agire rispetto alla richieste del Parlamento europeo e di una serie di Stati membri anche all’interno del Consiglio,

Lo scorso 22 agosto la risposta viene fornita, a nome della Commissione, da Elżbieta Bieńkowska.
Nel 2014 la Commissione ha avviato una procedura di infrazione relativa all’introduzione nel Regno Unito di un sistema volontario di etichettatura per prodotti alimentari sulla parte anteriore della confezione, per il quale sono in corso la valutazione e il dialogo con le autorità del Regno Unito.

La Commissione intende garantire che i sistemi volontari di etichettatura siano compatibili con le norme del mercato interno e non comportino la frammentazione del mercato o la creazione di inutili ostacoli alla libera circolazione delle merci. La Commissione è allo stesso tempo pienamente impegnata a favore della tutela della salute pubblica.

A norma dell’articolo 35, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, entro il 13 dicembre 2017 la Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sull’uso di forme di espressione e presentazione supplementari, sul loro effetto sul mercato interno e sull’opportunità di armonizzare ulteriormente tali forme di espressione.

Sullo stesso argomento è tornato, lo scorso 1 agosto, l’eurodeputato Alfred Sant, il quale specifica che, secondo un recente studio a fronte del calo dei prodotti già indicati, quelli senza etichettatura a semaforo hanno registrato un aumento complessivo del volume delle loro vendite.

Questi risultati confermano l’influenza che il sistema riesce a esercitare sui consumatori, inducendoli a non comprare determinati prodotti, senza peraltro fornire sull’etichetta informazioni corrette e trasparenti.
In tale situazione, Sant chiede alla Commissione se ritiene necessario svolgere un’indagine più approfondita sulle conclusioni che emergono dal suddetto studio, effettuando una valutazione economica e commerciale globale dell’impatto generato dall’uso dell’etichettatura a semaforo da parte dei dettaglianti nel Regno Unito.

Fonte Commissione europea