Eurointerrogazione sui casi di aviaria in Europa

Lo scorso 12 gennaio l’eurodeputato Nicola Caputo ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione sulla “Nuova epidemia di influenza aviaria”.

Dallo scorso ottobre, infatti, in varie parti d’Europa sono stati segnalati nuovi focolai di influenza aviaria in uccelli selvatici e pollame. Il virus ad alta patogenicità, sottotipo H5N8, ad oggi ha coinvolto 14 Stati, per un totale di 498 casi, di cui 214 nel pollame domestico e 247 nell’avifauna selvatica. La situazione è particolarmente critica in Francia e in Ungheria dove sono stati registrati casi di influenza aviaria rispettivamente in 75 e 166 allevamenti.

Alcuni Stati hanno assunto misure drastiche: la Germania ha ordinato l’uccisione di 77 000 volatili, mentre in Bulgaria è stata vietata la vendita di polli e la caccia di uccelli selvatici.Alla luce di quanto evidenziato, la nuova ondata epidemica minaccia di avere conseguenze ben più gravi e importanti delle precedenti.

Pertanto l’eurodeputato chiede alla Commissione quali misure di emergenza ha già messo in campo e quali intende mettere in campo contro la propagazione dell’influenza aviaria e quali accertamenti ha effettuato per verificare che non ci siano rischi per la salute umana.

A nome della Commissione risponde Vytenis Andriukaitis il quale ricorda che la vigente legislazione dell’UE prevede misure per eradicare i focolai di malattia nel pollame e viene applicata per reagire all’attuale epidemia di influenza aviaria. Dalla fine del mese di ottobre 2016 fino al 27 gennaio 2017 la presenza dell’influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N8 è stata individuata negli uccelli selvatici in 21 Stati membri e, successivamente, in allevamenti di pollame. Nei volatili selvatici in cinque Stati membri è stato inoltre individuato un nuovo virus dell’influenza di sottotipo H5N5 ed è stato successivamente confermato nel pollame in Germania.

A tutt’oggi in nessun paese al mondo sono state segnalate infezioni umane da virus H5N5, né peraltro da virus H5N8, e la caratterizzazione del virus dimostra che questo rimane essenzialmente un virus aviario privo di aumentata affinità specifica per gli esseri umani. Sono attualmente in corso le migrazioni stagionali degli uccelli selvatici e nell’avifauna selvatica si continuano ad individuare ceppi virali H5. La minaccia per il pollame dell’Unione dovrebbe quindi persistere nei prossimi mesi.

Nell’ambito di gruppi di lavoro della Commissione gli Stati membri scambiano conoscenze sulle migliori pratiche per la prevenzione e il controllo delle malattie, tenendo conto dell’esito della dichiarazione intermedia dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare che ha contribuito a un testo giuridico dell’UE in materia di biosicurezza e di misure di attenuazione dei rischi. Tale testo giuridico ha ottenuto il 24 gennaio 2017 il parere favorevole del comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi. Più di recente, la Commissione ha adottato ulteriori misure urgenti di protezione relative ai focolai nel pollame, definendo a livello dell’UE le zone all’interno di ciascuno Stato membro che dovrebbero essere sottoposte a restrizioni veterinarie al fine di prevenire la diffusione del virus alle altre zone dello Stato membro interessato, ad altri Stati membri o a paesi terzi.

Fonte Commissione europea