Emergenza in Lettonia per la peste suina africana

Dopo il rilevamento di alcuni casi di peste suina africana (ASF) in allevamenti commerciali di suini in tre differenti regioni del paese, al fine di prevenire una ulteriore diffusione del virus, il governo della Lettonia ha dichiarato lo stato di emergenza. Nei tre comuni interessati saranno applicate le previste misure speciali e si prevede che rimarranno in vigore per almeno tre mesi.

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, le zone colpite sono Krimulda, Adazi e Salaspils. Il virus della ASF è stato rilevato all’inizio di questo mese in un allevamento di oltre 5.000 suini, che saranno abbattuti. La stessa società, Ancers, dispone di altre strutture in altre due regioni, e anche in questi impianti è previsto l’abbattimento degli animali.

Raimonds Kalvans, CEO di Ancers, ha detto che la perdita degli animali costerà milioni di Euro in termini di produzione persa e genetica. La fonte di infezione è al momento incerta, ma di solito il virus si diffonde attraverso la popolazione dei cinghiali presenti nelle vicinanze. Per le misure di emergenza è stato stanziato un fondo di emergenza di circa 100.000 euro.

La Lituania ha registrato il suo primo caso di peste suina africana nel 2014. Da allora, sempre secondo la stampa locale, il paese ha speso oltre 13 milioni di euro per combattere la malattia che, quest’anno, ha infestato oltre 40 cinghiali. Nel 2016, la malattia è stata individuata in 3 allevamenti di suini e in oltre 1.000 cinghiali.

L’ASF è una malattia infettiva dei suini con effetti devastanti, e di solito è mortale. Non esiste vaccino e non colpisce l’uomo o animali diversi da suini e cinghiali. Può essere trasmessa sia attraverso il contatto diretto tra gli animali o attraverso la diffusione di prodotti contaminati.

Fonte WattAgNet