Efsa: nuovo parere scientifico per imparare ad affrontare l’influenza aviaria

Con il suo ultimo parere scientifico l’Efsa ha confermato che gli uccelli selvatici migratori che attraversano il confine nord-orientale e orientale dell’Unione europea sono la via più probabile d’ingresso dell’influenza aviaria nel territorio europeo.

Gli esperti hanno valutato il rischio d’ingresso dell’influenza aviaria nell’UE e hanno analizzato i metodi di sorveglianza, compresi il monitoraggio da parte degli Stati membri e le misure che essi assumono per ridurne al minimo la diffusione. Il parere scientifico si basa su un approfondito esame di tutte le informazioni sulle epidemie d’influenza aviaria verificatesi negli ultimi anni.

Questo lavoro scientifico migliorerà la preparazione dell’UE ai focolai epidemici di influenza aviaria appena prima del picco influenzale in autunno e inverno. E non sarebbe stato realizzabile senza una stretta collaborazione con gli Stati membri interessati da tale epidemia“, ha dichiarato Arjan Stegeman, presidente del gruppo di lavoro sull’influenza aviaria.

Una delle raccomandazioni fondamentali è la segnalazione alle autorità veterinarie locali degli uccelli acquatici trovati morti, soprattutto durante la stagione influenzale. Anche sottoporre gli uccelli acquatici d’allevamento, come le anatre e le oche, a test per l’influenza aviaria è importante, perché essi possono facilmente venire a contatto con gli uccelli selvatici e poi diffonderne il virus. Ciò può essere fatto sottoponendo ad analisi del sangue il pollame vivo e a test virali gli uccelli acquatici d’allevamento trovati morti.

Per aumentare la biosicurezza, gli allevatori avicoli e i detentori di pollame dovrebbero adottare opportune misure di gestione tese a evitare il contatto diretto tra uccelli acquatici selvatici e pollame (mediante uso di reti o tenendo il pollame in luoghi chiusi durante la stagione di picco influenzale) e lo spostamento degli animali da un allevamento all’altro.

Fonte Efsa