E’ davvero possibile misurare la salute dell’intestino?

Siamo finalmente pronti a misurare la salute dell’intestino degli animali? Negli ultimi tempi sono stati trovati molti biomarcatori che permetteranno di misurare se l’animale ha un sistema intestinale sano o meno. Esperti provenienti da tutto il mondo hanno condiviso le ultime novità all’Adisseo Advancia Academy di Barcellona.

Nel settore zootecnico la salute intestinale è un argomento caldo. Di grande attualità è individuare le alternative che potranno sostituire gli antibiotici e come queste operano a livello intestinale. Quando in particolare si parta di settore avicolo, un sistema intestinale sano è anche più importante per assicurarsi che le sostanze nutritive siano digerite, assorbite e quindi possano avere stimoli positive su crescita e salute.

Il microbioma intestinale, vale a dire la comunità di batteri presenti nell’intestino, svolge un ruolo fondamentale. Semplificando si potrebbe dire che la questione è nutrire bene i batteri buoni, piuttosto che gli avicoli, ha affermato il dottor Filip van Immerseel dell’Università di Ghent in Belgio. “Spesso, l’intestino dei polli tende ad infiammarsi, questo perché gli animali raggiungono alte prestazioni. I batteri, o loro frammenti, possono attaccarsi alle cellule delle pareti dell’instestino causandone l’infiammazione. In questo modo si perde l’integrità della parete intestinale. Ciò può essere causato da agenti patogeni, da micotossine, da coccidiostatici, da una cattiva qualità dell’alimentazione e da virus che attaccano le vie enteriche“.

Gli alimenti giusti per alimentare i batteri buoni potrebbero essere ad esempio la cellulosa, l’amido e altri zuccheri. Digerendo questi ingredienti, viene rilasciato acido butirrico e acido propionico. In particolare il butirrato sostiene l’integrità intestinale.

All’intestino, per digerire questi composti sono necessari batteri ed enzimi differenti. C’è una concorrenza costante tra i batteri buoni e i batteri cattivi, e rendendo l’ambiente più favorevole possibile ai buoni, è possibile produrre più butirrato, migliorando i benefici per l’animale” spiega Van Immerseel.

La dottoressa Elisabeth Santin dell’Università di Curitiba in Brasile ha approfondito il modo che permette di quantificare se l’intestino di un pollo è sano o meno. “Negli ultimi anni non è cambiato tanto il modo in cui esaminiamo il sistema intestinale dei polli, quanto glui approcci e le soluzioni genetiche e nutrizionali”. C’è quindi bisogno di un approccio diverso. Per cominciare, è necessario capire cosa significa oggi salute dell’intestino e cosa si intende, in tutto il mondo, per intestino sano.

Il livello di salute dell’intestino dipende dalle sfide di una particolare azienda, regione, fattore umano (diverso background e livelli di esperienza). In particolare il fattore umano può portare a diversi punteggi in termini di lesioni” ha spiegato Santin. Grazie alla sua lunga esperienza sul campo, dovuta al gran numero di visite effettuate in numerosi allevamenti avicoli, e agli studi di laboratorio effettuati, ha concluso che è possibile valutare la salute dell’intestino utilizzando biomarcatori. L’intestino di un pollo potrebbe sembrare sano, ma potrebbe dipendere dall’elevato numero di anticorpi presenti; mentre un altro potrebbe sembrare non sano a causa del basso numero di anticorpi presenti”. L’utilizzo dei biomarcatori è facile e veloce e non invasivo, dato che si basa su analisi di sangue o feci, e può essere applicato prima dell’esame istologico.

Grazie alla vasta ricerca effettuata sono già disponibili numerosi biomarcatori: è infatti possibile analizzare la presenza di lactulosa, manitolo, o di elevati livelli di LPS; la perdita di claudin-3, o la presenza di marcatori infiammatori come la proteina acuta di fase α1 e la mieloperossidasi. Santin ha sottolineato che il fattore umano rimane però la chiave di volta.Abbiamo bisogno di educare le persone che lavorano con gli allevatori avicoli a guardare sempre gli animali presenti in azienda. Quando si sa cosa cercare, è possibile reagire più rapidamente e in modo più efficace sul campo”.

Fonte WattAgNet