Domanda di cibo e produzione sostenibile: un’equazione risolvibile?

Riuscire a combinare la crescita della popolazione mondiale, la maggiore richiesta di cibo e la necessità di produrre proteine animali con prodotti sicuri economici e nutrienti, senza utilizzare antibiotici sembra essere un’equazione difficile da risolvere. I fattori di questa equazione sembrano avviluppati in un circolo vizioso dato che espandendosi la necessità di una produzione alimentare adeguata, sembra aumentare il rischio di veder diminuita l’efficacia dei farmaci antimicrobici destinati ad animali e uomini.

L’equazione è stata analizzata da parte dell’industria alimentare statunitense, la comunità medica e gli enti veterinari in occasione dell’Antibiotics Symposium 2016 promosso dal National Institute for Animal Agriculture.

Christine Daugherty, vice presidente settore produzione alimentare sostenibile di Tyson Foods, ha detto che il settore non permetterà alla “resistenza antimicrobica di spazzare via noi e la nostra industria alimentare. Le decisioni da prendere devono essere fatte in una visione di produzione alimentare sostenibile. Dobbiamo prendere queste decisioni a favore del nostro pianeta, per far vincere sia gli animali che gli esseri umani. Le reazioni d’impulso non risolveranno il problema“.

Daugherty ha ripetuto quanto già dichiarato nel corso del simposio da molti rappresentanti agricolo: la necessità di una collaborazione sulla gestione degli antibiotici in agricoltura: dalle comunità medica ai consumatori, dalle ONG ai veterinari. “Abbiamo bisogno di riunire tutti questi gruppi intorno a un tavolo, perché qualsiasi soluzione che non includa tutte le voci interessate non sarà presa in considerazione”.

Secondo Daugherty molti clienti ma anche molti critici hanno espresso preoccupazione sul ruolo del settore zootecnico per lo sviluppo della resistenza agli antibiotici. “Spesso le domande sono molto dure, ma in alcuni casi le risposte possono essere fuorvianti”. Ha quindi suggerito che concentrarsi semplicemente sul numero di chili di antibiotici usati, può non essere l’approccio migliore.

Prendendo in prestito l’approccio di Roger Fisher, autore di “Arrivare a un sì: come negoziare un accordo senza cedere“, Daugherty ha suggerito che “il cambiamento inizia con l’ascolto e quindi è necessario iniziare un dialogo. La gente ascolta meglio se pensa di essere compresa. Quindi, se volete che anche la controparte riconosca i nostri interessi, è necessario cominciare a riconoscere i loro“.
Ha inoltre esortato i produttori di bestiame e pollame a lavorare insieme per elaborare un sistema di misurazione e di controllo che tutti siano in grado di applicare. Non è necessario né utile un aumento sconsiderevole di controlli. Nessuno di noi vuole più lavoro e più burocrazia, perché non ci permetterebbe di fare quello che adoriamo fare: produrre cibi sicuri e di alta qualità“.

Fonte WattAgNet