Diverse percezioni sul benessere delle ovaiole e dei polli da carne

Una ricerca, pubblicata dalla Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) Assured, rivela che i consumatori accettano differenti standard di benessere per gli avicoli allevati per la produzione di uova, e quelli allevati per la produzione di carne.

Secondo l’indagine il 60% degli intervistati acquista sempre uova prodotte fuori gabbia, ma solamente la metà (il 33%) dichiara di acquistare carne di pollo proveniente da allevamenti all’aperto o biologici. Questo malgrado la maggioranza degli intervistati (86%) dichiari che il pollo debba provenire da allevamenti che utilizzano standard di benessere etici.

Clive Brazier, amministratore delegato di RSPCA Assured ha detto che “la maggior parte di noi fa una scelta di benessere più elevata se si stratta di uova, ma se dobbiamo mangiare pollo spesso lasciamo le questioni etiche in secondo piano”.

Nel Regno Unito la pressione dei consumatori ha portato ad una rivoluzione nel settore uova e nel 2016 i sistemi che producono fuori gabbia sono arrivati al 52% del totale.

Secondo l’esperta RSPCA, Sophie Elwes, l’etichettatura svolge un ruolo fondamentale nelle scelte dei consumatori a favore di sistemi di allevamento più etici. “Con le uova è facile, visto che per legge deve essere indicata se provengono da galline allevate o meno in gabbia. Inoltre molti supermercati hanno smesso di vendere uova prodotte in gabbia. Ma per le etichette della carne di pollo è diverso e può succedere che anche il nome dell’azienda possa indurre a pensare che i livelli di benessere applicati sia maggiori di quelli che sono realmente”.

Fonte The Poultry Site