Dinamiche e prospettive del settore agroalimentare

Secondo quanto riportato da Ismea nel suo Rapporto AgriOsserva relativo al quarto trimestre 2016, in un quadro macroeconomico incerto che rende fragili i driver della fiducia di famiglie e imprese, l’andamento dell’economia agricola nazionale, nell’esito del 2016 e nelle prospettive del nuovo anno, può considerarsi soddisfacente.

Dal lato della domanda, nonostante i cambiamenti in atto degli stili di consumo dei prodotti agroalimentari, il binomio mercato interno-mercato estero garantisce sempre grandi opportunità, soprattutto per le produzioni tipiche e di qualità. Dal lato dell’offerta, d’altronde, ferme restando le variabili endogene del settore agricolo che condizionano da sempre raccolti e produzioni, va considerato che l’imminente mini mid-term della Politica agricola comunitaria e l’entrata a pieno regime dei bandi PSR a sostegno degli investimenti in agricoltura, potrebbero implicare già a partire dal 2017 una lieve modifica della fisionomia del settore agricolo nazionale.

Ciò premesso, il 2016 viene archiviato dall’agricoltura italiana all’insegna di fattori sia positivi che negativi. In particolare, nel corso dell’anno diminuiscono i costi degli input produttivi, ma calano ancora di più i prezzi agricoli alla prima fase di scambio; continua a crescere l’export, ma si contrae la spesa interna delle famiglie per beni agroalimentari; aumenta il numero degli occupati, ma diminuisce il credito bancario.

Sul fronte produttivo, sarebbe già un buon risultato se il valore aggiunto agricolo reale confermasse nel 2016 il livello dell’anno precedente, quando grazie ad una congiuntura meteorologica particolarmente favorevole era riuscito a registrare una crescita media annua di quasi 4 punti percentuali.

Nello specifico per quanto riguarda il settore avicolo, proseguendo il trend evidenziato nell’ultima parte del terzo trimestre, l’avvio dell’ultimo trimestre dell’anno ha messo in mostra ulteriori aumenti dei prezzi. Grazie ad una domanda di prodotto vivo mantenutasi superiore all’offerta, i prezzi all’origine dei polli hanno registrato ad ottobre un aumento su base mensile prossimo ai dieci punti percentuali. E variazione positiva si è osservata anche per il prodotto macellato, con i prezzi all’ingrosso del pollo a busto cresciuti del 5,6% rispetto a settembre, avendo risentito positivamente del buon andamento dei consumi. Un maggior equilibrio tra domanda e offerta, grazie al “recupero” di quest’ultima, ha impresso, invece, una maggiore stabilità negli ultimi due mesi dell’anno sia al prodotto vivo che al macellato. La congiuntura positiva osservata nei mesi a cavallo tra gli ultimi due trimestri dell’anno ed il confronto con un ultimo trimestre del 2015 che era stato segnato da ribassi dei prezzi, ha consentito alla variazione tendenziale di riportarsi in territorio positivo sia nel circuito del vivo (+12,4% a dicembre) che del macellato (+2%).

Ultimo trimestre dell’anno all’insegna dei rialzi anche per i prezzi dei tacchini, con aumenti mensili che hanno interessato sia il prezzo all’origine del prodotto vivo che, all’ingrosso, il prodotto macellato. Rialzi che sono stati più marcati nella prima parte del periodo (all’origine +7,1% a ottobre, +4% a novembre per i tacchini pesanti; all’ingrosso +7,7% e +5,8% per il prodotto eviscerato), risentendo, nel caso del vivo, di un’offerta contenuta rispetto alla domanda e, per il macellato, della buona richiesta da parte del consumo finale, anche per l’approssimarsi delle festività natalizie.

La difficile congiuntura osservata nel mercato delle uova nel terzo trimestre, segnato da un eccesso di offerta rispetto alla domanda, ha lasciato spazio ad una fase di ripresa delle quotazioni nell’ultima parte dell’anno, grazie al buon andamento delle richieste sia da parte dell’industria che del consumo finale. Pur mantenendosi negativa, la variazione anno su anno si è attenuata durante il trimestre.

Trimestre nel complesso positivo per il mercato dei conigli, con diffusi aumenti a ottobre e novembre sia per il vivo che per il macellato ed una fase di assestamento in chiusura d’anno. È stata principalmente l’offerta limitata rispetto alle richieste ad imprimere i forti rialzi per i prezzi all’origine dei conigli vivi (+26,2% a ottobre, +10,2% a novembre), a cui sono seguiti gli aumenti anche all’ingrosso per il prodotto macellato (+18,4%, +6,8%). Crescita su base mensile che ha consentito ai prezzi di riportarsi su valori più elevati rispetto all’anno precedente (a dicembre +6,1% per il vivo, +12,6% per il macellato).

Fonte Ismea