Diarrea post-svezzamento del suino: varianti isolate in Europa

Nell’industria suinicola, la diarrea post-svezzamento (PWD) dovuta a Escherichia coli causa ingenti perdite economiche, principalmente a causa della mortalità e del peggioramento della performance produttiva. Nonostante la sua rilevanza, sono tuttavia scarsi i dati recenti sulla prevalenza dei geni di virulenza e sui patotipi degli isolati di E. coli identificati nei casi di PWD in Europa.

Lo studio “Prevalence of virulence factors in enterotoxigenic Escherichia coli isolated from pigs with post-weaning diarrhoea in Europe“ha analizzato la prevalenza dei geni delle fimbrie e delle tossine di E. coli mediante PCR in 280 allevamenti affetti da PWD in Europa. Sono stati sottoposti ad esame di laboratorio 873 campioni prelevati entro le prime 48 ore dopo l’esordio della PWD (7–21 giorni dopo lo svezzamento). L’isolamento e l’identificazione di E. coli sono stati effettuati mediante metodi batteriologici standard e PCR per l’identificazione dei geni che codificano fimbrie (F4, F5, F6, F18 e F41) e tossine (LT, STa, STb e Stx2e).

La prevalenza di fimbrie e tossine negli isolati di E. coli dei casi di PWD era: F4 (45,1 %), F18 (33,9 %), F5 (0,6 %), F6 (0,6 %), F41 (0,3 %), STb (59,1 %), STa (38,1 %), LT (31,9 %) e Stx2e (9,7 %). Nel 52,5% dei casi  (178 isolati su 339) sono stati riscontrati isolati portatori dei geni sia delle fimbrie sia delle tossine; il 94,9% di essi sono stati classificati come E. coli enterotossigena (ETEC). Il più comune tipo virale identificato era F4, STb, LT.

Lo studio conferma che in Europa l‘ETEC è isolato di frequente negli allevamenti suini con PWD e le varianti F4- e F18-ETEC sono coinvolte rispettivamente nel 36,9% e 18,2% dei focolai.

Fonte Vet Journal