Cosa possono fare i produttori avicoli per garantire il futuro dell’allevamento

Hannah Thompson-Weeman, vice presidente delle comunicazioni di Animal Agriculture Alliance, un’organizzazione no-profit impegnata a colmare il divario di comunicazione tra aziende e consumatori, in un video registrato in occasione dell’IPPE, ha parlato dei broiler a crescita lenta e ha spiegato come il settore può rispondere agli stimoli che vengono dal mercato, in particolare quelli provenienti dalle organizzazioni per i diritti degli animali.

Tutto quello che facciamo deve avere come obiettivo il futuro dell’agricoltura animale. Alla base ci deve essere una grande collaborazione per sviluppare una cultura collettiva dell’allevamento, e capire come affrontare i problemi che affliggono il nostro settore” ha detto Thompson-Weeman, sottolineando che vi è una gran differenza tra i diritti degli animali e il benessere degli animali.

I gruppi che si interessano di diritti degli animali hanno capito che in generale il consumatore è molto lontano dall’agricoltura animale. I negozi di alimentari, gli operatori del settore alimentare, e le persone che coprono posizioni decisionali presso ristoranti, retailer e società di servizi alimentari, sono scollegate dal settore dell’allevamento. Spesso non sono mai entrate in un’azienda avicola, non conoscono molto il settore. Questo li lascia suscettibili di credere ad alcuni miti e alla disinformazione”.

Per esempio nel corso degli ultimi anni, gli attivisti per i diritti degli animali hanno svolto un ruolo significativo in tema di produzione di uova fuori gabbia. “Queste organizzazione usano in maniera molto efficiente, le campagne informative, con lo scopo di spingere servizi alimentari, ristoranti o retail, a servire, vendere o utilizzare solo uova provenienti da allevamenti fuori gabbia. Tutti i produttori sanno che si tratta di una sfida molto importante, che gli allevatori ormai sono costretti ad affrontare. Questo comporta un onere economico molto elevato che in realtà non ha un legame diretto con il benessere degli animali. Il benessere degli animali è composto da una serie di fattori complessi, che non possono essere ridotti semplicemente al sistema di accasamento”.

Per Thompson-Weeman l’obiettivo di questi gruppi non è semplicemente il benessere o la cura degli animali, ma diminuire l’efficienza della produzione, aumentandone i costi. Ora che molti rivenditori hanno scelto di utilizzare solo uova prodotte fuori gabbia, gli attivisti si stanno focalizzando sui broiler a crescita lenta.

Thompson-Weeman spiega che mentre la ricerca sta ancora studiando gli effetti, in termini di benessere, dei broiler a crescita lenta, i produttori avicoli devono essere proattivi e cominciare ad affrontare questa sfida.

Incoraggio tutta la catena di fornitura ad avviare linee di comunicazione aperte e mantenere i rapporti con i ristoranti e i negozi, un fattore assolutamente critico. Questo è il momento di uscire allo scoperto, partecipare a discussioni, ospitare tour negli allevamenti, e fare qualsiasi cosa in nostro possesso per togliere il velo di mistero che aleggia sulla produzione avicola”.

Fonte WattAgNet