Come valutare il benessere degli animali con gli standard basati sui risultati

L’industria del pollame continua ad affrontare sempre più sfide legate alla produzione e alla necessità di rispondere ad un mercato che chiede un minore utilizzo di antibiotici e allo stesso tempo un maggior livello di benessere.

Secondo Temple Grandin (nella foto) della Colorado State University, la risposta inizia con l’analizzare i principi fondamentali e misurare i risultati osservabili. “Dobbiamo fare cose pratiche”.
Ha espresso preoccupazione sul fatto che in futuro invece calcolare il benessere degli animali su risultati direttamente osservabili, sarà necessario avviare un complicato e burocratico sistema di controlli. In particolare Grandin ha indicato alcuni standard basati sui risultati attraverso i quali misurare il benessere degli animali.

Per Grandin i risultati su base animale dovrebbero essere prioritari per la valutazione del benessere del pollame. Ad esempio, contando il numero di ali rotte o di uccelli storditi: si tratta di dati misurabili e osservabili. Grandin ha anche sottolineato il compromesso sociale tra il disagio degli uccelli e i metodi di stordimento. Lo stordimento elettrico funziona, ma questo metodo richiede che l’uccello sia posizionato correttamente. Lo stordimento a gas, invece, non coinvolge l’uomo nella sua gestione. Per decidere quale metodo è migliore in termini di benessere per Grandin è necessario osservare ciò che accade all’uccello durante lo stordimento a gas prima che perda la postura. Se gli uccelli cercano di saltare fuori dal sistema di stordimento a gas diventa un problema. Ma se questa procedura è fatta correttamente, arrecare un po’ di disagio al pollame potrebbe essere un compromesso più umano rispetto allo stress subito nel momento in cui l’uccello viene appeso prima dello stordimento elettrico.

Osservando quello che avviene negli impianti, è possibile misurare il benessere degli animali in base alle procedure e le pratiche di solito svolte. Secondo Grandin quando si effettua una verifica in un impianto è importante essere molto chiari e specifici per documentare ciò che avviene. Termini vaghi come “maneggiato in modo improprio” possono significare cose diverse per persone diverse, e non descrivono veramente cosa accade. Piuttosto, gli auditor dovrebbero documentare esattamente quello che osservano, come per esempio “gli uccelli sono presi dall’ala”.

Solo pochi standard di ingegneria relativi al benessere possono essere quantificati, ma per esempio è possibile misurare la qualità dell’aria o la concentrazione di ammoniaca nel capannone. Questi standard prevedono anche l’analisi delle attrezzature presenti nell’allevamento, e in questo caso la gestione svolge un ruolo chiave nel garantire che ciò che si osserva influenza positivamente il benessere degli uccelli. Grandin prende come esempio alcuni dirigenti di McDonald’s che hanno visto, in un loro impianto, una selezionatrice per pulcini e uova con rulli rotti. A seguito di questa segnalazione l’azienda ha modificato il metodo di sessaggio. Si trattava di un semplice problema di gestione.

Altra sfida che il settore avicolo deve affrontare è il confronto con i consumatori. Il settore deve rispondere alle loro esigenze ma continuare a produrre in modo efficiente e redditizio. Per Temple Grandin è quindi necessario adottare un approccio intermedio. Dal momento che non ci può essere un grande compromesso tra consumatori ed efficienza di produzione in termini di benessere, Grandin suggerisce di ottimizzare i sistemi di produzione.
Ad esempio, negli USA i consumatori pensano che i polli siano pompati con gli ormoni della crescita. Al contrario Grandin ha elogiato il settore per i suoi recenti miglioramenti in termini di prestazioni e di benessere. Con una migliore conversione dei mangimi rispetto al passato, non è pratico che un produttore perda un 20% di conversione alimentare per accontentare i consumatori che richiedono uccelli più piccoli o a crescita lenta. Suggerisce invece di apportare modifiche più moderate che possano soddisfare i consumatori, ma non intraprendere modifiche drastiche che possano interferire con la linea produttiva.

Allo stesso modo, la richiesta da parte dei consumatori per un allevamento senza antibiotici non è perfettamente in linea con le aspettative di benessere degli animali. Negli uccelli, così come negli esseri umani, le malattie causano dolore e sofferenza, quindi sarebbe disumano non trattarli con antibiotici, se necessario. Anche in questo caso Grandin suggerisce una risposta più moderata, sollecitando l’industria a utilizzare gli antibiotici con attezione e, possibilmente, non su tutti gli animali.

Fonte WattAgNet