Come identificare tempestivamente la peste suina africana e prevenire la diffusione

Sono ormai alcuni mesi che la peste suina africana (ASF) si sta diffondendo rapidamente in Cina e ha raggiunto alcuni paesi europei. Non ha ancora colpito gli allevamenti degli Stati Uniti, ma i veterinari e i produttori suinicoli americani sono molto attendi agli eventuali sintomi della malattia e su come prevenirne la diffusione.

La malattia non colpisce gli esseri umani, ma si diffonde rapidamente tra i maiali e può essere letale entro 7-10 giorni dalla comparsa dei primi sintomi. Il dottor Tom Burkgren, direttore esecutivo dell’American Association of Swine Veterinarians, ha dichiarato che i veterinari dovrebbero consigliare agli allevatori di suini di tenere sotto controllo i tassi di mortalità dei loro animali, poiché identificare tempestivamente anche il primo caso potrebbe essere cruciale.

Attualmente, infatti, non esistono cure o vaccini per l’ASF. Secondo l’Organizzazione mondiale per la salute degli animali (OIE) ci sono alcuni particolari sintomi da tenere d’occhio: febbre alta, vomito, diarrea, stipsi, scarso appetito, emorragie cutanee, interruzioni di gravidanza, leucopenia, trombocitopenia, macchie rosse su orecchie, coda e arti, tosse, necrosi cutanee e ulcere, artrite.

Gli Stati Uniti non hanno programmi di sorveglianza attiva per l’ASF. Ma nel caso in cui si dovesse presentare Il Dipartimento per l’ispezione della salute animale e delle piante (APHIS) del Dipartimento per l’agricoltura (USDOS), ha un piano per eradicare la malattia che prevede lo spopolamento delle aziende colpite. Per il 2019 l’USDA prevede di lavorare con l’industria suina per sviluppare un programma di verifica delle azioni di risposta necessarie per rispondere e contenere un’epidemia di ASF.

A settembre, l’APHIS ha affermato di non sapere o di voler verificare quanto sia probabile che l’ASF raggiunga gli Stati Uniti attraverso mangimi contaminati, potenziali trasmettitori della malattia. Il virus può infatti sopravvivere a basse temperature, fluttuazioni del pH e rimanere vitale per lunghi periodi nei tessuti e nei fluidi corporei. Si ritiene che il tempo di incubazione sia compreso tra 3 e 15 giorni. Una ricerca ha inoltre dimostrato che il virus dell’ASF può inoltre sopravvivere negli ingredienti dei mangimi anche in caso di un trasporto transatlantico. Per questo, i produttori di mangimi dovrebbero conoscere la provenienza degli ingredienti utilizzati per i loro prodotti.

Fonte WattAgNet