Come gli additivi fitogeni per mangimi migliorano la nutrizione del pollame

Negli ultimi anni i produttori avicoli hanno registrato un aumento della domanda di carne priva di antibiotici; tuttavia devono continuare a far fronte alla necessità di produrre proteine animali di alta qualità e affrontare i costi elevati dei mangimi.

Per soddisfare le richieste dei consumatori, la fitogenetica sta diventando un argomento molto popolare tra scienziati, nutrizionisti, produttori di mangimi, allevatori e agricoltori e il punto è stato fatto nel corso del webinar “Phytogenic feed additives for improved poultry gut performance” organizzato da WATT Global Media.

Penso che sia prevedibile la crescita per questo nuovo settore, dato che in tutto il mondo l’allevamento sta scegliendo una produzione senza antibiotici“, ha dichiarato Michael Noonan, responsabile dei prodotti fitogenici di Biomin. Le industrie del mangime stanno attualmente considerando la fitogenia come un potenziale sostituto degli antibiotici e stanno cercando di capire come questa alternativa possa inserirsi nei loro sistemi nutrizionali. “Abbiamo registrato un aumento del 7-10% annuo della richiesta di fitogenici, quindi penso che ci sarà una grande crescita in futuro“.

Sono sempre di più le grandi aziende alimentari che si impegnano a vendere solo prodotti senza antibiotici entro una certa scadenza, e individuare un’alternativa è più importante che mai. Noonan ha fatto riferimento a un’indagine secondo la quale il 50% dei 1.140 allevatori intervistati ha dichiarato di utilizzare già prodotti fitogeni nei loro programmi alimentari.

Gli additivi per mangimi fitogeni sono additivi vegetali o botanici utilizzati in sostanze naturali destinate all’alimentazione animale. Queste sostanze derivano da erbe, spezie, altre piante e dai loro estratti, come gli oli essenziali.

Secondo la società Delacon, questo genere di prodotti può portare ad una maggiore stimolazione sensoriale ed appetibilità, all’aumento dell’attività enzimatica nel tratto intestinale, ad un migliore utilizzo dei nutrienti. Gli additivi fitogenici presentano effetti antiossidanti, comportano una maggiore inibizione del quorum sensing che porta a una ridotta patogenicità batterica, migliorano l’integrità dell’intestino e le prestazioni riproduttive.

Jan Dirk van der Klis, direttore settore prodotti e innovazione del settore avicolo di Delacon, ha spiegato che la fitogenia è una vasta classe di metaboliti secondari vegetali con diverse funzioni fisiologiche.Gli effetti dipendono da una combinazione di principi attivi e dalla dose somministrata“.

Lo studio precedentemente menzionato da Noonan ha dimostrato che i produttori concordano sul fatto che stanno inserendo additivi fitofarmaci nei loro programmi di nutrienti per aumentare l’efficacia, l’uniformità e migliorare la produzione di uova.

Parlando di malattie mortali come l’enterite necrotica che poteva avere un tasso di mortalità del 50%, Noonan ha spiegato che in alcuni programmi convenzionali i produttori usano gli antibiotici e gli ionofori. Ora la situazione è molto più complessa. Dovendo ridurre l’uso di antibiotici, gli allevatori potrebbero trattare la stessa malattia con migliori piani di biosicurezza, e applicando piani sanitari che includono vaccinazioni adeguate e, ovviamente, obiettivi basati sulla nutrizione. Gli additivi per mangimi fitogeni, tuttavia, presentano alcune limitazioni: “bassa appetibilità, alto contenuto di fibre, acido fitico, contenuto proteico ed equilibrio del pattern di amminoacido, e presenza di anti-nutrienti“.

Tuttavia, la ricerca mostra che gli additivi per mangimi fitogeni comportano un aumento della disponibilità di nutrienti, degli amminoacidi e un incremento delle prestazioni in termini di peso corporeo. Gli studi dimostrano anche che gli additivi possono ridurre l’infiammazione intestinale. Inoltre si è registrata una diminuzione delle emissioni di ammoniaca grazie all’incremento del guadagno giornaliero.

Klis ha inoltre spiegato che gli additivi rappresentano una prima linea di difesa per la salute del pollame. “L’inibizione del quorum sensing ridurrà la produzione di tossine e la colonizzazione batterica“. A questo primo livello di protezione segue l’integrità cellulare dato che gli additivi riducono l’apoptosi cellulare, migliorano la maturazione degli enterociti e supportano le giunzioni barriera/integrità intestinale. Un terzo livello di protezione ha a che fare con l’immunità, e Klis ha spiegato che “gli additivi aiutano a migliorare l’attività fagocitaria e la difesa umorale del lume intestinale, aumentando l’immunità degli animali“.

Klis ha concluso sottolineando che mentre i risultati possono variare a seconda dell’uso dell’additivo, è comunque possibile “ridurre la patogenicità del microbiota attraverso l’inibizione del quorum sensing, gli effetti antiossidanti e antinfiammatori locali migliorano l’integrità intestinale e la maturazione degli enterociti, e aumentano la produzione di enzimi e il trasporto dei nutrienti attraverso l’intestino

Fonte WattAgNet